Activity: Sing

Questa settimana presentiamo una famosa canzone di Fabrizio De André cantante e autore di alcuni dei capolavori della musica leggera italiana contemporanea.

This week we introduce a famous song by Fabrizio De André, a singer and author of some of the best masterpieces of the Italian contemporary pop music.

Molti testi delle sue canzoni raccontano storie di emarginati, ribelli, prostitute e persone spesso ai margini della società, e sono state considerate da alcuni critici come vere e proprie poesie, tanto da essere inserite nelle antologie scolastiche Many of his songs tell stories of marginalized and rebellious people, prostitutes and knaves. They are considered by some critiscs as downright poetry, and are even included in student text-books.

L'ascolto di canzoni italiane, così come la visione di film italiani, è un modo molto efficace per abituarsi al suono della lingua.

Usa la tua intuizione per capire il significato del commento alla canzone. Usa il dizionario online per cercare le parole che non conosci.

 

Divertiti!

Listening to Italian songs, as well as watching Italian movies, is a very good way to become familiar with the sound of the language.

Use your intuition to understand the analysis ('commento') of the lyrics. If necessary use the online dictionary

 

Have fun!

 

Fabrizio De André
Fabrizio De André a Genova 1970 - Foto Mimmo Dabbrescia

 

Il Pescatore

 

 

All'ombra dell'ultimo sole
s'era assopito un pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso.

Venne alla spiaggia un assassino,
due occhi grandi da bambino,
due occhi enormi di paura,
eran lo specchio d'un'avventura.

E chiese al vecchio, Dammi il pane,
ho poco tempo e troppa fame,
e chiese al vecchio, Dammi il vino,
ho sete e sono un assassino.

Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno,
non si guardò neppure intorno
ma versò il vino e spezzò il pane
per chi diceva, Ho sete, ho fame.

E fu il calore di un momento,
poi via di nuovo verso il vento,
davanti agli occhi ancora il sole,
dietro alle spalle un pescatore.

Dietro alle spalle un pescatore,
e la memoria è già dolore,
è già il ricordo di un aprile
giocato all'ombra d'un cortile.

Vennero in spiaggia due gendarmi,
vennero in sella con le armi
e chiesero al vecchio se, li' vicino,
fosse passato un assassino.

Ma all'ombra dell'ultimo sole
s'era assopito un pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso

e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso.

There in the fading shade of sunset
Quiet sleepin' was a fisherman
He'd got a scar along his face
Just like a curious kind of smile.

A man came running to the shore, 
His eyes so big, just like a child's, 
His eyes were fill'd with pain and fear 
as a deep thirst for adventure.

He ask'd the old man for some bread, 
"I am in haste and am so hungry"; 
He ask'd the old man for some wine, 
"I am so thirsty and am an outlaw." 

The old man he did open his eyes 
Without e'en looking 'round himself; 
He simply gave his bread and wine 
To a man who was so thirsty and hungry. 

No longer than one instant's warmth, 
Then he fled away in the wind; 
Before his eyes the sun was shining, 
Behind his back, an old man sleeping. 

Behind his back, an old man sleeping 
And memories of pains endur'd, 
Memories of a past springtime 
In a yard, playing in the shadow. 

Two gendarmes came dressed in arms, 
Well mounted on their horses' back; 
They ask'd the old man if he'd seen 
Someone pass by him on the shore. 

There in the shade of the last sun
Quiet sleepin' was a fisherman
He'd got a scar along his face
Just like a curious kind of smile

He'd got a scar along his face
Just like a curious kind of smile.

 

Commento (Matteo Borsani, Luca Maciacchini, Anima salva, pp. 61-62): L’incontro tra l’assassino e il pescatore avviene in maniera casuale e si consuma rapidamente, senza cerimonie e commenti, quasi nell’indifferenza; ma un’indifferenza di solidarietà e di sincerità che esulano dai comuni rapporti umani. L’assassino si qualifica subito per quello che è e manifesta i propri bisogni primari senza cortesie o diplomazie. La reazione dell’interlocutore è sorprendente: esaudisce i desideri dell’assassino senza paura, senza far domande e senza far questione di principio, come fosse naturale aver a che fare con un omicida. Si riscoprono così le condizioni umane più semplici al di là di ogni convenzione e fanno capolino i ricordi dell’infanzia, dell’età dei giochi quando forse non c’era bisogno di trovare difese per far fronte al mondo. L’arrivo dei gendarmi, forse gli stessi che hanno impietosamente cacciato Bocca di rosa da Sant’Ilario, lascia impassibile il protagonista, che non si degna neppure di rispondere ed è già ripiombato nel suo sonno pomeridiano. La strofa finale coincide con quella iniziale e sta ad indicare un tempo non trascorso o comunque rimosso.