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AVVERBI

Gli avverbi modificano o specificano il significato di un verbo, di un aggettivo o di un altro avverbio. Sono invariabili.

 

AVVERBI DIFFERENTI Lezione i_11indietro

 

La maggior parte degli avverbi derivano dall'aggettivo corrispondente e si formato aggiungendo "mente" alla finale del femminile singolare dell'aggettivo (esempio: onesta + mente = onestamente; forte + mente = fortemente...). Gli aggettivi che finiscono in "re" o "le" perdono la "e" di fronte a "mente" (esempio: regolare + mente= regolarmente; gentile + mente = gentilmente).

Altri avverbi comuni che non finiscono in "mente" sono: "bene", "male", "ora", "ieri", "oggi", "poco", "molto", "prima", "dopo", "non"...

Ci sono diverse categorie di avverbi. Ecco le più importanti:

  • AVVERBI DI MODO - indicano come un verbo, aggettivo o altro avverbio è modificato dall'avverbio. Esempio: "lei cammina lentamente"; l'avverbio "lentamente" indica come la signora cammina.
    La maggior parte degli avverbi che finiscono in "-mente" appartengono a questa categoria.
  • AVVERBI DI TEMPO -indicano quando o quante volte accade un'azione. Esempio: "oggi sono stanco"; l'avverbio "oggi" indica quando la persona è stanca.
  • AVVERBI DI LUOGO -indicano dove accade un'azione o dove sono l'oggetto o il soggetto. Esempio: "vado fuori"; l'avverbio "fuori" indica dove va il soggetto.
  • AVVERBI INTERROGATIVI - generalmente introducono una domanda: "perché non scrivi una lettera?"; l'avverbio "perché" introduce la domanda.
  • AVVERBI DI QUANTITÀ - indicano quantità: "sono molto stanco"; l'avverbio "molto" indica quanto è stanca la persona.

La forma comparativa degli avverbi segue la stessa forma degli aggettivi. Esempio: "il treno va più lentamente dell'aereo".
Il superlativo si forma sempre con "molto" + 'lavverbio. Esempio: "l'aereo viaggia molto velocemente".
Gli avverbi "bene", "male", "poco", "molto" hanno anche le forme irregolari:

 

Avverbio Comparativo Superlativo
bene meglio benissimo
molto bene
male peggio malissimo
molto male
poco di meno, meno pochissimo
molto di più, più moltissimo

 

NOTA


Differenza fra un aggettivo, un avverbio e un pronome:

  1. l'aggettivo accompagna il nome e concorda con questo; "molti studenti vanno al cinema")
  2. il pronome sostituisce il nome; "molti vanno al cinema")
  3. l'avverbio accompagna il verbo, un aggettivo o un altro avverbio ed è invariabile; "gli studenti vanno molto al cinema")
COSTRUZIONI AVANZATE

APPROCCIO FORMALE Lezione b_1 indietro

 

En Italia, debe adoptarse una actitud formal con gente que no se conoce o con la que no estamos familiarizados (un maestro, un profesor, una persona de edad, ...) y una actitud sin ceremonias con amigos y parientes.

 

Per esprimere un approccio formale cambiamo dal 'tu' (tú, usted) al 'Lei' (Ella) e tutto canbia di conseguenza (per esempio, il verbo cambia alla terza persona singolare):

  • Tu hai domande? (Informal)
  • Lei ha domande? (Formal)
  • Cosa desideri? (Informal)
  • Cosa desidera? (Formal)

Se parliamo con un uomo, usiamo comunque il pronome femminile "Lei" (Ella) per l'approccio formale ma manteniamo aggettivi e participio passato al maschile:

  • Tu sei contento? (Informal)
  • Lei è contento? (Formal)
  • Tu sei andato in ufficio? (Informal)
  • Lei è andato in ufficio? (Formal)

Per il plurale l'approccio formale si esprime con "Loro":

  • Cosa desiderate? (Informal)
  • Cosa desiderano? (Formal)

 

COSTRUZIONE IMPERSONALE Lezione i_9 indietro

 

Quando il soggetto di una frase non è specificato la lingua italiana usa la costruzione impersonale. Si forma con "si" + la terza persona singolare del verbo:
  • In Italia si cena alle otto
  • Qui non si fuma
  • Si deve studiare per ottenere la laurea
Quando il verbo è riflessivo la particella "ci" precede "si":
  • Per andare ad una festa ci si veste bene
  • Quando il treno ritarda ci si innervosisce
Se un aggettivo segue il verbo, l'aggettivo è al maschile plurale:
  • Quando si è stanchi, ci si sente nervosi
  • A tavola si mangia seduti

NOTA


C'è una costruzione simile all'impersonale ma è chiamata "si passivante":

  • in questo ristorante si mangia bene
Il "si passivante" richiede la terza persona singolare o plurale a seconda dell'oggetto a cui si riferisce:
  • in questo ristorante si mangia la pizza
    Pizza" è singolare e il verbo è singolare.
  • in questo ristorante si mangiano spaghetti
    "Spaghetti" è plurale e il verbo è plurale.

Per riconoscere la differenza fra la costruzione impersonale e il "si passivante", può aiutare sapere che nella costruzione passiva cambiamo il soggetto.

Il significato della frase rimane lo stesso ma il soggetto cambia.

 

Esempio:

FRASE ATTIVA (IL SOGGETTO È LA GENTE) = la gente mangia la pizza in questo ristorante
FRASE PASSIVA (IL SOGGETTO È LA PIZZA) = la pizza è mangiata in questo ristorante
SI PASSIVANTE: in questo ristorante si mangia la pizza

 

ATTIVA: la gente mangia gli spaghetti in questo ristorante
PASSIVA: gli spaghetti sono mangiati in questo ristorante
SI PASSIVANTE: in questo ristorante si mangiano spaghetti

 

Nella costruzione impersonale (esempio: "qui non si fuma") non possiamo cambiare il soggetto.

 

 

COSTRUZIONE RECIPROCA Lezione i_11indietro

 

Le particelle "ci" (per "noi"), "vi" (per "voi") e "si" (per "loro") sono usate per formare la "costruzione reciproca":

  • Telefoniamoci domani
  • Loro non si parlano
  • Scrivetevi!

NOTA

Con la costruzione reciproca i verbi composti usano "essere":
  • Non si sono più sentiti

 

COSTRUZIONE SPECIALE: "stare per" + infinito Lezione i_11indietro

 

Questa costruzione si forma con "stare per + l'infinito":

  • Sto per partire
  • Loro stanno per uscire

 

COSTRUZIONE SPECIALE: "stare" + gerundio Lezione i_11indietro

 

Questa costruzione si forma con "stare + gerundio":

  • Sto mangiando
  • Stai studiando?

 

ESPRESSIONI IDIOMATICHE Lezione i_9, Lezione a_4 indietro

 

Ogni lingua ha delle "espressioni idiomatiche", espressioni usate comunemente, difficili da tradurre alla lettera.

 

Ecco una piccola lista delle espressioni idiomatiche più comuni:

 

Avere la stoffa del campione essere fisicamente e emotivamente capaci di diventare campioni
Averne fin sopra i capelli essere saturi di una situazione; averne abbastanza
Dai! è un incoraggiamento
Dare un colpo di telefono telefonare
Dare per scontato pensare che
Darsi del tu avere un rapporto informale o più amichevole
Fare il bagno nuotare al mare o lavarsi nella vasca da bagno
Fare benzina rifornire la macchina di benzina
Fare colazione mangiare la mattina dalle 7 alle 10
Fare due passi fare una passeggiata
Fare la doccia lavarsi nella doccia
Fare una foto scattare fotografie
Fare quattro chiacchiere parlare o chiacchierare
Fare un salto da qualcuno passare a trovare qualcuno
Farsi un nome diventare famosi
Farsi in quattro lavorare moltissimo
Farsi le ossa acquisire esperienza
Essere a secco non avere più benzina o soldi
Essere giù di morale essere depressi
Essere in piena forma stare molto bene
Essere fuori di sé essere molto adirati
Essere fuori di testa essere pazzi o molto eccentrici
Essere tagliato per un lavoro essere la persona giusta per il lavoro
In bocca al lupo buona fortuna
Lasciare stare;
Lasciare perdere
abbandonare
Mettersi in proprio aprire un'attività lavorativa da soli
Mi prendono i cinque minuti mi adiro
Mollare l'osso lasciare andare
Non mi fa nè caldo nè freddo è indifferente
Non mollare resistere
Osso duro una persona o cosa difficile
Passarsela bene stare bene
Prendere in giro imbrogliare e scherzare con qualcuno
Tenere duro resistere
Un tipo in gamba una persona capace
A chi tocca? Tocca a noi. di chi è il turno? è il nostro.
Vecchia roccia (affettuoso), vecchio amico

 

 

VERBI COMBINATI CON I PRONOMI Lezione a_3, Lezione a_4 indietro

 

Certi verbi, combinati con certi pronomi sono usati in maniera idiomatica.

 

Controllate il vostro dizionario per verificare il significato dei seguenti verbi:

 

Andarsene andare via
Avercela con qualcuno essere adirati con qualcuno
Comprarsi comprare una cosa per sé
Farcela riuscire a completare qualcosa con successo
Fregarsene non dare importanza
Mettercela tutta fare il possibile
Metterci (ci metto due ore per fare i compiti) impiegare tempo (impiego 2 ore di tempo per fare i compiti)
Passarsela bene stare bene
Prendersela con qualcuno per qualcosa adirarsi con qualcuno per qualcosa
Provarci provare a fare una cosa
Riuscirci riuscire a completare qualcosa con successo
Sentirsela sentire di poter fare qualcosa, di essere capaci
Volerci (quanto ci vuole?) tempo o soldi necessari per fare una cosa (quanto costa?)
Volercene (ce ne vuole per diventare campioni!) tempo, fatica o soldi necessari per fare una cosa (ci vuole molto per diventare campioni!)

 

 

FORMA ATTIVA E PASSIVA Lezione a_6 indietro

 

Nella costruzione "attiva" il soggetto della frase è attivo e il verbo esprime le sue azioni: "La mamma prepara la cena". "La mamma" è il soggetto, "prepara" è il verbo, "la cena" è l'oggetto".

 

Tutti i verbi transitivi e intransitivi hanno la forma attiva (controllate verbi transitivi e intransitivi per maggiori informazioni.)

Nella costruzione passiva il soggetto è passivo e "riceve" l'azione causata da un "agente". Il verbo cambia alla forma passiva (usando l'ausiliare "essere"): "La cena è preparata dalla mamma". "La cena" è il soggetto, "è preparata" è il verbo passivo, "dalla mamma" è l'agente.

 

Solo i verbi transitivi possono avere anche la forma passiva (controllate verbi transitivi e intransitivi per maggiori informazioni).

 

Il significato di una frase attiva ("La mamma prepara la cena") e di una passiva ("La cena è preparata dalla mamma") è lo stesso. Tuttavia, l'enfasi della frase cambia. Nella frase attiva "La mamma prepara la cena", "la mamma" è l'elemento importante e il "focus" dell'azione; nella frase passiva "La cena è preparata dalla mamma", "la cena" è l'elemento importante e il "focus" dell'azione.

 

ATTENZIONE: nella forma passiva il verbo "essere" a volte può essere sostituito dal verbo "venire":

 

Dal sito dell' Accademia della Crusca:

 

"... l’uso di venire (solo nei tempi semplici) in luogo del normale ausiliario essere conferisce alla frase il valore dinamico sottolineando un’azione: dire infatti Alle ore 20 il museo viene chiuso enuncia la programmatica azione di chiudere il museo, mentre dire Alle ore 20 il museo è chiuso costituisce una enunciazione ambigua che indica uno stato del museo alle ore 20 piuttosto che l’atto della sua chiusura. Talvolta l’uso dell’uno o dell’altro verbo può essere indifferente quanto al significato e affidato al gusto preferenziale dello scrittore, che può scrivere indifferentemente  La nave venne varata nel pomeriggio o La nave fu varata nel pomeriggio."

 

 

COSTRUZIONE IPOTETICA Lezione a_9 indietro

 

In italiano ci sono tre tipi di frasi ipotetiche:

1) "Realtà" = esprimono un'azione che accadrà o è molto probabile che accada. Si formano con l' "Indicativo" o "Imperativo":

  • Se piove, prendo l'ombrello.
  • Se piove, prendi l'ombrello!
2) "Possibilità" = esprimono un'azione che potrebbe accadere. Si formano con il "Congiuntivo imperfetto" e il "Condizionale presente" o "Imperativo":
  • Se piovesse, prenderei l'ombrello.
  • Se piovesse, prendi l'ombrello!
3) "Impossibilità o irrealtà" = esprimono un'azione che non può accadere o che sarebbe potuta accadere ma non è avvenuta. A seconda del tempo a cui si riferisce l'ipotesi, si formano con il "Congiuntivo trapassato" e "Condizionale presente" o "Condizionale passato":
  • Se avessi avuto l'ombrello l'avrei usato.
  • Se avessi usato l'ombrello ora non avrei il raffreddore!

DISCORSO DIRETTO E INDIRETTO Lezione a_10 indietro

 

I seguenti 5 schemi presentano i cambiamenti che accadono quando il discorso si trasforma da diretto a indiretto:

 

Discorso diretto Discorso indiretto
introdotti da:
  • due punti (:)

  • virgolette basse (<< >>)

  • virgolette alte (" ")

  • o trattino (-)

  • verbi come "dire, chiedere, rispondere, ordinare..."
    +
  • "che"

Tu hai detto: "voglio andare al cinema."

Lui ha detto che vuole andare al cinema.

 

 

Discorso diretto Discorso indiretto
Nel discorso indiretto generalmente il soggetto della frase si trasforma alla terza persona:
  • io/tu
  • lui/lei/egli

  • noi/voi
  • loro
Tu hai detto: "voglio andare al cinema." Lui ha detto che vuole andare al cinema.

 

 

Discorso diretto Discorso indiretto
L'aggettivo o il pronome possessivo cambiano di conseguenza:
  • mio/tuo

    nostro/vostro
  • suo/sua/loro
Tu hai detto: "voglio andare con la mia macchina." Lui ha detto che vuole andare con la sua macchina.

 

 

Discorso diretto Discorso indiretto

altri elementi cambiano:

  • qui/qua
  • lì/là

  • questo
  • quello
  • ora

  • allora

  • oggi
  • quel giorno
  • ieri
  • il giorno prima
  • domani
  • il giorno seguente, il giorno dopo, l'indomani
  • venire
  • andare
Tu hai detto: "domani ci incontriamo qui." Lui ha detto che il giorno seguente si sarebbero incontrati .

 

 

Discorso diretto Discorso indiretto
Se il verbo che introduce il discorso diretto è al passato ("imperfetto, passato remoto" e a volte "passato prossimo"), i verbi del discorso indiretto cambiano di conseguenza:
  • presente
  • imperfetto

  • imperativo
  • di+infinito
  • futuro

  • condizionale passato

  • condizionale presente
  • condizionale passato
  • passato prossimo
  • trapassato prossimo
  • passato remoto
  • trapassato prossimo

Tu dicevi: "vado al cinema" ma poi non ci andavi mai.

Tu hai detto: "domani ci incontreremo qui."

Lui diceva che andava al cinema ma poi non ci andava mai.

Lui ha detto che il giorno seguente si sarebbero incontrati lì.

 

 

DOMANDE INDIRETTE Lezione a_10 indietro

 

La trasformazione delle domande da dirette a indirette avviene come la trasformazione da discorso diretto a indiretto:

 

Domanda diretta Domanda indiretta
La mamma domanda al bambino: "Hai fatto i compiti?" La mamma domanda al bambino se ha fatto i compiti.
La mamma domandò al bambino: "Hai fatto i compiti?" La mamma domandò al bambino se aveva fatto i compiti.

 

Attenzione: quando vogliamo enfatizzare la domanda (soprattutto nella lingua scritta) usiamo il congiuntivo invece che l'indicativo:

 

Domanda diretta Domanda indiretta
La mamma domanda al bambino: "Hai fatto i compiti?" La mamma domanda al bambino se abbia fatto i compiti.
La mamma domandò al bambino: "Hai fatto i compiti?" La mamma domandò al bambino se avesse fatto i compiti.

 

Al giorno d'oggi, molti italiani tendono a dimenticare l'uso del congiuntivo. Tuttavia il congiuntivo è necessario per un uso corretto della lingua.

 

 

FORMA IMPLICITA Lesson a_11 indietro

Spesso la forma implicita chiarisce e semplifica le frasi. Usa i modi "infinito, gerundio e participio". Questi modi verbali non sono coniugabili a seconda della persona e per questo li preferiamo quando il soggetto della frase principale corrisponde a quello della secondaria.

 

Esempio:

  1. Il dottor Gino Strada dice che è contro la guerra. (In questa frase abbiamo un dubbio: chi è contro la guerra? Gino Strada o un'altro? La persona che è contro la guerra non è specificata.)
  2. Il dottor Gino Strada dice di essere contro la guerra. (In questo caso è chiarissimo che il soggetto che parla e che è contro la guerra è Gino Strada.)
  1. Dopo che ha fondato i primi ospedali, Gino Strada è diventato famoso. (forma esplicita - frase un po' più lunga: dopo che ha fondato...)
  2. Fondati i primi ospedali, Gino Strada è diventato famoso. (forma implicita - frase più breve: fondati...)
  1. Siccome era diventato famoso, molte persone avevano supportato Gino nella costruzione di ospedali. (forma esplicita - frase un po' più complessa: siccome era diventato famoso...)
  2. Essendo diventato famoso, molte persone avevano supportato Gino nella costruzione di ospedali. (forma implicita - frase più semplice: essendo diventato famoso...)

Nota bene: se il verbo principale richiede una preposizione, è necessario inserirla davanti all'infinito. Esempio:

  • la mamma dice di fare silenzio
  • continua a studiare
  • inizio a studiare francese

Se necessario rivedi i verbi seguiti da preposizioni

 

 

 

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