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Actividad: Leer y Cocinar
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"La festa di Santa Lucia" di LindaAnn Loschiavo

Santa Lucia
Palma il Giovane (1544-1628) Santa Lucia

 

Secondo il calendario Giuliano, il solstizio d'inverno iniziava il 13 dicembre, il giorno più breve dell'anno. I pagani sapevano organizzarsi durante gli scuri mesi di dicembre: per garantirsi il ritorno del sole portavano offerte, decoravano gli alberi e accendevano fuochi, gesti simbolici che supplicavano il ritorno della luce.
Una figura sacra, Lucina, la dea sabina della luce, veniva venerata nel giorno più buio. Nel suo ruolo di levatrice, Giunone-Lucina era la dea che portava il miracoloso sole-bambino alla luce durante la festività di Yule/Jöl (o "ruota").
Le festività non si fermavano lì. Nel terzo secolo (d.C.) il 25 dicembre fu eletto come "compleanno dell'invincibile sole" e divenne parte di una serie quindicinale di incredibili celebrazioni romane in onore di Saturno (chiamate anche Saturnalia). Nel IV secolo queste feste solari romane furono cristianizzate. Nessuna religione può avere successo senza un calendario completo delle festività! La maniera più semplice per creare le festività cristiane era quella di rinnovare e riformare le pratiche pagane.
In coincidenza con il regno dell'imperatore romano Diocleziano, (culmine della persecuzione cristiana), Lucio, un benestante padre siracusano (l'allora capitale della Sicilia) aveva una casta figlia adolescente. Disdegnando il matrimonio, il sesso e i beni materiali, Lucia portava cibo ai ribelli che si nascondevano nelle catacombe. Un corteggiatore indispettito la denunciò e la giovane vergine fu condannata a morte.
Dopo il suo martirio (avvenuto il 13 dicembre 304 d.C.) a cause delle tradizioni che associavano il suo nome alla luce, Lucia divenne la patrona della vista e dei raccolti. Gli artisti medievali la dipingevano mentre portava un fascio di grano e un piatto con delle piccole torte (più tardi scambiate erroneamente per i suoi occhi).
Anche se la Chiesa cattolica cercò di reprimere ogni aspetto femminile del principio divino, questa giovane martire siciliana fu uno dei primi santi cristiani a raggiungere la popolarità e ad avere un ampio numero di seguaci prima del V secolo.
Forse a causa dei missionari che narravano i racconti del suo martirio e della castità, il culto di Santa Lucia si diffuse fino alla Scandinavia, alle Americhe e più lontano. Le si attribuivano miracoli. Le leggende raccontavano di una carestia in cui, quando fu invocato il nome di Santa Lucia, apparve una nava carica di grano dorato. In seguito, la Chiesa fece di Lucia una santa.
Caravaggio e altri artisti la dipinsero. In suo onore furono composte poesie e canzoni. Il grande Caruso cantava "Santa Lucia", una barcarola napoletana. Il suo ammiratore, Mario Lanza, incise la stessa canzone. Un grandissimo ammiratore di Lanza, Elvis Presley, ne incise a sua volta una versione.
Non molte martiri adolescenti vantano canzoni composte appositamente per loro nè dolci (divenuti popolari) preparati per la loro festa.
In Sicilia, tradizionalmente, il 13 dicembre si mangia la "Cuccia" invece che il pane, per commemorare la santa che portò il grano ai siciliani affamati e colei che protegge le persone che hanno malattie agli occhi. (La parola siciliana "Cuccia" deriva dall'arabo "kiskiya" (terracotta o grano)

Il giorno di Santa Lucia: Cuccia - una Zuppa

 

Ingredienti:

  • 450 grammi di grano
  • 450 grammi di fave
  • 450 grammi di ceci
  • 1 testina d'aglio
  • 1 foglia di alloro (per ingrediente)
  • mezzo cucchiaino di peperoncino rosso grattato
  • 1/3 di tazza d'olio d'oliva
ISTRUZIONI: Lasciate a bagno gli ingredienti per tutta la notte. Sciacquateli e cucinateli separatamente (hanno diversi tempi di cottura). Il grano acquista una buona consistenza se cucinato 3/4 ore (a seconda che sia grano tenero o duro). Per le fave ci vogliono 2 ore e per i ceci 1 ora.
Salate l'acqua (1 cucchiaino). Si può aggiungere a ciascun ingrediente l'aglio e la foglia d'alloro. Aggiungete il peperoncino a piacere. Dopo che gli ingredienti hanno cucinato separatamente li si combina. Si aggiunge l'olio d'oliva (circa 1/3 di tazza) in modo da ricoprire completamente gli ingredienti con un sottile strato. A questo punto si mescola la Cuccia e si serve calda in un piatto da zuppa. In alcune città vengono aggiunti i piselli o il mais. A Isnello, in provincia di Palermo, Sicilia, la ricetta richiede solo di mettere a bagno il grano (450 grammi) per tutta la notte, risciacquarlo e bollirlo per ore finché non diventi tenero. Viene servito con latte e zucchero, come l'avena.

La Cuccia siciliana del giorno di Santa Lucia: un Dolce

 

Ingredienti: (per 12 persone):

  • 450 grammi di chicchi di grano
  • 1/4 cucchiaino di sale
  • 1/2 tazza di amido di mais
  • 2 1/2 tazze di latte
  • 1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata
  • 1/2 tazza di scaglie di cioccolato semi-amaro
  • 1/2 tazza di limoni canditi
ISTRUZIONI: Mettete i chicchi di grano a bagno per tutta la notte. Se non li cucinate la mattina potete lasciarli ancora in acqua (ma cambiate l'acqua al mattino). Scolate il grano e mettetelo in una casseruola a base larga con acqua (che lo ricopra fino a quasi 2 palmi). Aggiungete sale e lasciate cuocere per 3 ore (o finché sia tenero). Quando è pronto, scolate l'acqua in eccesso. Mettete il grano da parte (coperto).
In una piccola ciotola sbattete l'amido di mais con 1/2 tazza di latte finché l'amido si dissolva e diventi omogeneo. Mettetelo in una casseruola con il latte rimanente, la scorza di limone e il cioccolato. Cucinate a fuoco lento, girando in continuazione, finché il latte si inspessisce. Attenzione a non far bollire il latte. Rimuovete dal fuoco e unitevi il grano. Aggiungete i limoni canditi un attimo prima di servire.

La Corona di Santa Lucia

 

Ingredienti: (per 1 corona):

  • 1/2 tazza di acqua tiepida (37, 38 gradi centigradi)
  • 1 bustina di lievito di birra
  • 1/2 tazza di latte tiepido (37, 38 gradi centigradi)
  • 1/2 tazza di zucchero
  • 1/4 di burro o margarina (ammorbiditi)
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1/8 cucchiaino di zafferano in polvere
  • 4 1/4 o 4 3/4 tazze di farina
  • 3 uova
  • glassa di zucchero (opzionale)
  • ciliege candite a pezzi verdi e rosse (opzionali)
  • 6 candele (opzionali)
ISTRUZIONI: Mettete 1/4 di acqua tiepida in una terrina tiepida. Spolveratevi il lievito e girate finché è disciolto. Aggiungete l'acqua rimasta, il latte tiepido, lo zucchero, il burro, il sale, lo zafferano e 1 tazza e mezzo di farina; amalgamate bene. Unite 2 uova e abbastanza farina (di quella avnzata) per fare una pasta morbida. Lavorate l'impasto (su una superfice spolverata di farina) finché diventi morbido ed elastico (circa 6/8 minuti).
Ponetelo in una terrina imburrata (girandolo in modo che si imburri dappertutto). Copritelo; lasciatelo lievitare in un posto tiepido, lontano da correnti, finché la dimensione non raddoppi (circa 1 ora). Bucate la pasta e fatela abbassare. Lavoratela su una superfice infarinata; tenete da parte 1/3 di pasta per la parte superiore della corona. Dividete la pasta rimasta in 3 pezzi uguali e fatene dei rotoli in modo da formare una "cordino" di circa 50 cm. di lunghezza. Fate una treccia con i cordini e ponetela nella teglia imburrata. Datele una forma circolare e unite i due capi schiacciandoli insieme. Per dare forma alla parte superiore della corona dividete la pasta avanzata in 3 parti uguali. Fatene rotoli come prima in modo da formare cordini di 30 cm. di lunghezza. Fate una treccina e mettetela in una teglia (imburrata) separata. Datele forma circolare e unite le estremità. Coprite le trecce e lasciatele lievitare in ambiente tiepido per ancora 1 ora. Battete l'uovo rimasto e spennellatelo sulle trecce. Cuocetele nel forno a 190 gradi centigradi (la piccola per 15 minuti, la grande per 25, o finché pronte - ricoprite la più grande con un foglio d'alluminio gli ultimi 10 minuti in modo che non diventi troppo scura). Mettete la treccia piccola su quella grande. Se desiderate ricoprite il tutto con la glassa di zucchero, decorate con i canditi e inserite le candele nei fori precedentemente preparati.
Glassa di zucchero: In una piccola terrina mescolate 1 tazza di zucchero a velo setacciato, 4 o 5 cucchiaini di latte e mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia. Mescolate finché è omogeneo.

[Nota: Con il cambiamento introdotto dal calendario Gregoriano nel 1300, il solstizio d'inverno ora cade il 21 Dicembre].

 

LindaAnn Loschiavo, redattrice per la sezione di N.Y. dell'Italian Tribune

 

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