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Actividad: Leer y Escuchar
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"Un pittore rivoluzionario: Masaccio" (parte 2) di Gaither Stewart

crocefissione
Crocefissione

 

"È accaduto tutto così velocemente" si disse Tommaso. "Forse troppo velocemente. Il gruppo degli artisti ufficiali non può amarmi... I miei pochi dipinti da ragazzo a Valdarno, poi a Firenze, a sedici anni, e l'iscrizione alla scuola d'arte come 'Masus S. Johannis Simonis pictor populi Santi Nicholai de Florentia'. Vivevo nel quartiere popolare della città ed ero ancora un ragazzo quando affrescai il chiostro della Chiesa del Carmine; abbastanza per procurarmi il lavoro alla cappella con Masolino. Eppure la cappella è mia perché vi si può vedere il mio famoso CHIAROSCURO. E la mia gente, vera, presa direttamente dalla vita fiorentina. Quei visi mi hanno aperto le porte di Firenze, con l'aiuto di Brunelleschi.
Questa è la via attraverso cui sono arrivato alla mia CROCEFISSIONE. Finalmente un vero Cristo. Un uomo reale. Il petto gonfio. La testa abbassata fra le spalle, nel dolore e nella rassegnazione. Dicono tutti che questa sia l'espressione più alta della nuova arte. Il mio monumento. Ma forse, proprio per questo, per me è arrivato il momento di trasferirmi a Roma; ora che sono all'apice."
Prudentemente, Tommaso-Masaccio diede ancora un'occhiata ai suoi compagni di viaggio e poi occhieggiò a destra e a sinistra la desolata Via Cassia.
Ondate di torce, lampade e fuochi donavano una luminosità giallastra al cielo di Roma, ora saldamente chiuso fra le sue mura di cinta. Tommaso, i pochi viaggiatori e i due loschi individui che avevano continuato fino all'URBE nonostante l'oscurità fosse caduta sulla collina romana, attendevano mentre un SEINEUR in un'elegante carrozza convinceva le guardie ad aprire le porte. Dentro le mura si fermarono, disorientati dai fuochi e dalle torce, dai cavalli, dalle mandrie e dall'attività frenetica. Dopo la campagna, la puzza delle vie strette nauseava Tommaso, il quale cercava la sua strada nel labirinto di passaggi e viuzze, circondato da oscure figure frettolose, e chiedeva indicazioni per arrivare a San Clemente.

 

masaccio
Ritratto di giovane

Appena vide l'arena abbandonata seppe di essere vicino. "Ah, ecco la locanda dove siamo stati l'ultima volta" disse davanti a un locale sulla strada al quale avevano attaccato una torcia e dei rami davanti alla porta. Il calore e il fumo all'interno del locale erano terribili; l'odore era un misto di puzza e cibo cucinato. Le fiamme guizzavano e le ombre danzavano lungo gli spessi muri di pietra; dei personaggi andavano avanti e indietro bisbigliando commenti a quelli seduti mentre esaminavano i nuovi arrivati. "Io sicuramente non sembro ricco. Come se avessi dei soldi nella mia borsa! Ecco, laggiù, alla luce, vicino agli otri di vino è un buon posto. Ah, il vino bianco dei colli romani dopo il rosso fiorentino. E l'agnello alla romana, il pollo arrosto e il pane romano. Ah, ora è meglio. Questo vino va giù facilmente. Come acqua. Ma quei due fiorentini sono ancora qui," disse rendendosi conto all'improvviso dei due seduti al tavolo vicino. "Ah, rilassiamoci. Il vino è più forte di quello che sembra. Sta iniziando ad andarmi alla testa. Forse la zuppa era guasta. Sento lo stomaco strano. Il vino mi è andato alla testa. Ho bisogno d'aria. Aria o svengo. Lasciatemi, qui un momento, aria, torno subito, io, no, ...no, non ho finito il mio lavoro... c'è tanto... San Clemente... e..."
Nell'anno 1429 il nome del pittore del popolo, Masaccio, fu cancellato dagli archivi del territorio di Firenze con una nota: "secondo quanto si dice, morto a Roma". Quell'anno, oppure il 1428. Nessuno lo sa con certezza. Una morte misteriosa quella del pittore-genio, di 27 anni, che cambiò la direzione della pittura fiorentina e preparò il territorio per il rinascimento dell'arte europea. Dal suo primo polittico nella chiesa di San Giovenale a Cascia-Reggello, vicino a Firenze, a una delle meraviglie dell'arte fiorentina, gli affreschi della cappella Brancacci nella chiesa del Carmine a San Frediano, un quartiere di Firenze. Ogni galleria con un lavoro di Masaccio lo protegge gelosamente: gli Uffizi di Firenze, la Galleria Capodimonte di Napoli, il Museo Nazionale di Pisa, La Galleria Nazionale di Londra, il Museo Staatliche di Berlino, il Lanckoranski a Vienna; alcuni lavori attribuiti a Masaccio sono a San Clemente e un trittico a Santa Maria Maggiore a Roma.
Masaccio fu ammirato dai contemporanei e da generazioni di pittori fiorentini, da Paolo Uccello a Piero della Francesca e Leonardo da Vinci, da Michelangelo a Raffaello e dal più importante biografo dell'arte rinascimentale: Vasari. Tutti ammirati dell'innovatore e modernista Masaccio, il "pittore fondamentale per il Rinascimento", immortalato dal commento sintetico del suo amico e compagno di innovazioni, l'architetto Brunelleschi, alla notizia della sua morte: "Noi habbiamo fatto una gran perdita".
Masaccio partì per Roma nel 1428 o 1429 e sparì. Avvelenato dai rivali? Ucciso dai banditi lungo il viaggio o per le strade di Roma? Nessuno lo sa. Egli fu inghiottito da un mondo dinamico e in transizione: dalle antiche superstizioni al realismo e all'umanesimo. Un genio e un ribelle, era temuto e odiato da politici intriganti e da artisti in competizione con lui.

Gaither Stewart vive a Roma e collabora, fra diversi progetti, come corrispondente dall'Europa per il Greanville Post.

Esperto giornalista, romanziere e saggista tratta diversi argomenti, dalla cultura alla storia alla politica.

È anche l'autore della Trilogia Europea, celebrati racconti di spie di cui l'ultimo volume, Time of Exile, è stato recentemente pubblicato da Punto Press.

 

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