| Gli abitanti della capitale finanziaria d'Italia, Milano, affermano che l'Africa comincia subito a sud di Firenze, includendo quindi Roma, la capitale amministrativa. Lo scrittore torinese Mario Soldati si dice "matematicamente certo che la maggioranza dei problemi odierni è dovuta alla scelta di Roma capitale quando gli stati italiani si unirono nel secolo scorso." |
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| Nonostante i milioni di visitatori che giungono alla "città eterna" ogni anno, Roma, contrariamente alla rivale Parigi, è soggetto di un numero sorprendentemente limitato di opere di narrativa. Il poeta e premio Nobel italiano Eugenio Montale soleva affermare che "stando lontani da Roma non si perde niente". Lo scrittore romano Alberto Moravia accusava: "Roma è la prova disastrosa della mancanza di senso dello stato in Italia." |
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| Tutto ciò non convince tuttavia né i romani né i residenti stranieri e neppure i turisti. I romani, anzi, si sentono forestieri persino a Firenze, a 250 Km di distanza. Centinaia di migliaia di stranieri si sono stabiliti sui sette colli, mentre migliaia di imponenti pulman turistici invadono il centro cittadino dodici mesi l'anno. |
| Affollata, inquinata, inefficiente, indolente, costosa, arrogante, Roma crea tuttavia un'attrazione ineguagliabile. Chi ha conosciuto entrambe, Roma e Parigi, di norma preferisce la città eterna. Perché? Forse che i romani e gli ammiratori di Roma sono masochisti? Oppure Roma sopravvive grazie alla tradizione? O alla bellezza fisica? |
| Se Parigi è grandiosità, modernità, buon gusto e freddezza, Roma è discrezione, intimità, individualismo e calore. Non ci sono grandi prospettive architettoniche a Roma. E neppure visioni di piazze imponenti fiancheggiate da viali maestosi. I tesori di Roma sono nascosti. Giardini magnifici al riparo di cancelli arruginiti o porte medievali. E bastano due passi per trasportarsi da un vicolo ad una perfetta creazione artistica quale Piazza Navona. |
| La risposta all'arcano va ricercata nell'arte e nel mistero, un miscuglio che ha creato una città magica, al di là di ciò che rappresentano il Vaticano, la sede della Cristianità mondiale, o i 2.500 anni di storia che le hanno dato il nome di città eterna. Il nome stesso "Roma" implica la presenza di qualcosa di magico. Così come il mistero che circonda la sua origine, persa nella leggenda e nel labirinto del tempo, sin da quando i popoli italici abitavano le sette colline lungo il Tevere. La magia è palpabile nelle catacombe così come nelle segrete papali. |
| Perché una pianta urbana a stella orientata verso il sud, anziché verso il nord come la maggioranza di altre città nel mondo? Un architetto romano parla dell'esistenza di un piano urbanistico di sviluppo tramandato attraverso i secoli da seguaci della Cabala. Creato da un popolo ossessionato da dei e divinità, da spiriti e fantasmi, e credente in una religione di origine medio-orientale. Forse il risultato di una pre-esistente civiltà egiziana? O forse greca, fenicia o bizantina? |
| Quando il visitatore intelligente arriva a Roma, impara che ci sono in realtà tre Rome differenti: quella repubblicana-imperiale dei re e dei cesari, quella medievale-rinascimentale dei grandi artisti, e la moderna capitale d'Italia. Rome diverse, le cui linee divisorie tendono a sparire sotto strati di civilizzazioni costruite una sull'altra. Divisioni reali, tuttavia, che vanno scoperte e comprese se si vuole far luce sull'essenza ultima della città. |
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| Quali misteri, dunque? Misteri che sfuggono a scrittori come Soldati, Montale e Moravia? La sopravvivenza stessa di Roma, ad esempio. Tremila anni di saliscendi storici. Tremila anni di invasioni, saccheggi e pestilenze. Da caput mundi a terra da pascolo per una popolazione decimata, e poi di nuovo capitale mondiale. |
| Il dio del sole Mitra eseguiva magie nei suoi templi segreti, sotto le chiese di oggi. Idoli si nascondono dietro gli altari romani. Tradizioni segrete, passate attraverso le catacombe e i giardini rinascimentali, si celano in suntuosi palazzi di pietra. Dove i fantasmi danzano. Dove spiriti del male e streghe praticano esorcismi nascosti. Segni magici contenuti all'interno di rovine antiche, capaci di rivelare il segreto della vita eterna. |
| Il mistero è parte della divinità. I popoli antichi erano particolarmente attenti alla scelta del luogo in cui vivere. Ascoltavano gli dei. La scelta non era mai casuale. Il sito di Roma è sacro, un sito di colline, fiumi e fresche brezze. È un mistero come la pianta urbana a stella di oggi sia la stessa del tempo in cui il foro romano era al centro della stella. E come le distanze siano ancora misurate da quel luogo. È un riflesso della ricerca rinascimentale della "città ideale". La stella è un simbolo del sole. La Roma misteriosa, dunque, è "città del sole". |
| Roma, Rom, Rim. Leggere variazioni in lingue diverse. Quale è l'origine della parola? Non può certo essere una scelta casuale. Forse deriva da Ruma, che significa "seno" e per estensione "collina". Oppure dal cognome Rumla, appartenente a tre dei primi re etruschi della città. |
| Lo studioso latino Plinio il Vecchio scrisse di un nome segreto, conosciuto solo a pochi. Pronunciare il nome al di fuori dei rituali segreti comportava la pena capitale. Quel nome proibito era Ara Volupia, Altare della Voluttà. È possibile dunque arrivare al nome di Roma attraverso una serie di trasformazioni mistiche: da voluttà a eros ad amor a Roma, ovvero amor scritto al contrario. |
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