| Sansepolcro: il capolavoro di Piero della Francesca "Resurrezione" si salvò dalla distruzione della guerra del 1944 nell'Italia centrale grazie a un racconto. Gli inglesi stavano bombardando la città di Sansepolcro, quando un ragazzo attraversò le linee per dire al comandante dell'artiglieria che i tedeschi avevano abbandonato le postazioni in città. Il capitano Anthony Clarke si ricordò di un racconto di Aldus Huxley, che aveva letto a 18 anni, nel quale l'opera di Piero veniva descritta come "il più bel dipinto del mondo." |
![]() (Resurrezione) |
| Raffaello, Michelangelo, Leonardo Da Vinci, Masaccio, Piero della Francesca, chi di questi è l'artista più importante? Piero non ebbe né bottega né scuola. Passò breve tempo nelle capitali artistiche, Firenze e Roma. Lavorò per la gran parte nel suo paese natale di Sansepolcro, sulle colline nei dintorni di Arezzo. Nonostante ciò è considerato il "maestro dei maestri." Alcuni storici dell'arte sostengono che fu più lui che non gli altri grandi maestri a influenzare generazioni di pittori. |
| Intellettuali anglo-sassoni e francesi, come Huxley, già all'inizio del secolo venivano in pellegrinaggio a Sansepolcro per vedere Piero. Negli anni '30 un cartello sulla Via Flaminia diceva: "Arezzo vi attende con i suoi famosi affreschi di Piero della Francesca." L'itinerario, allora come adesso, era Sansepolcro, Monterchi e Arezzo. |
| Sansepolcro non è molto cambiato da quando Piero vi lavorava. E da quando gli appassionati d'arte inglesi vi giungevano in pellegrinaggio. Solo qui si possono ammirare i capolavori di Piero, il Polittico della Misericordia, la Crucifissione e San Giuliano, nella stessa stanza con la Risurrezione. |
| Lo storico dell'arte Giorgio Vasari considerava la Risurrezione il miglior lavoro di Piero della Francesca. Il lavoro che più impressionava i visitatori giunti in pellegrinaggio. Oggi è uno dei dipinti più celebrati nella storia dell'arte italiana, ben meritevole di un pellegrinaggio. Iconografico e moderno, un lavoro di fatto conciso, rappresentante il Cristo che trionfa sulla morte. Cristo con un piede alzato e appoggiato sul sarcofago, con lo stemma della croce nella mano destra e un viso di intensità ipnotica. All'opera si attribuiscono varie datazioni, che vanno dal 1459 al 1474. |
![]() (Madonna del Parto) |
| La tappa successiva è Monterchi, in quella parte di Toscana meno conosciuta dove Piero affrescò nella cappella del cimitero la teatrica Madonna del Parto, una Madonna incinta. La si può ammirare nella scuola locale dove è stata trasportata per un delicato restauro, appena terminato, dopo anni di ricerche. Lontana dagli itinerari più battuti, i turisti vanno a Monterchi solo per vedere la Madonna, che secondo Bernard-Henry Levy "contiene tutto di Piero della Francesca." |
| Gli storici dell'arte stanno ancora tentando di decifrare il complesso significato del ciclo di affreschi della Leggenda della Vera Croce, situati nel coro della gotica basilica di San Francesco ad Arezzo, che rappresentano la leggenda del Sacro Legno della Croce. Il ciclo di affreschi è universalmente considerata l'opera più importante di Piero della Francesca. |
| Il tema della "croce come albero della vita" era tipico dell'ordine francescano, come appare nell'Albero della Vita di Gaddi situato nel grande convento francescano nel complesso di Santa Croce a Firenze. La ricca familia Bacci di Arezzo, patrona di San Francesco, commissionò questo lavoro a Piero verso la metà del quindicesimo secolo. Quest'opera da sola, anch'essa recentemente restaurata, ha reso famosa la città di Arezzo. |
| Piero aderisce all'esaltazione francescana per l'albero della croce. La sua versione della leggenda è accentrata su Cristo, anche se segue in episodi il legno sacro dalla morte di Adamo fino alla trasformazione in strumento della passione di Cristo, e poi fino a quando le croci vengono scoperte e riportate a Gerusalemme in trionfo: la vittoria della Croce. |
![]() (Leggenda della Vera Croce - particolare) |
| Il maggiore storico dell'arte italiano, Giuliano Briganti, è assolutamente stupito della modernità dell'arte di Piero: "L'idea dello spazio di Cezanne nel secolo scorso non differisce molto da quella di Piero." Sottolineando l'influenza straordinaria di Piero sulle generazioni successive, Briganti nota che l'artista toscano rappresentò il legame fra l'arte italiana e quella del Nord Europa:"La concezione della luce di Piero sposa l'arte fiamminga con il nostro Umanesimo." |
| Piero della Francesca morì cieco nella sua città di Sansepolcro il 12 Ottobre 1492, lo stesso giorno in cui Colombo scopriva l'America. |
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