| Passaggio attraverso la Galleria Nazionale di Arte Moderna. |
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| Oltrepassando l'enorme palcoscenico, e restando all'interno del grande complesso del Palazzo Pilotta, si lascia il passato per arrivare al presente della Galleria Nazionale, da poco rinnovata e ristrutturata secondo i più moderni concetti della museologia internazionale - caso ancora isolato nel più ricco paese d'arte d'Europa. |
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| La galleria di Parma è unica in Italia. La temperatura, la luce e l'umidità sono controllate scientificamente, mentre l'architettura degli interni sottolinea l'unità storica del palazzo e dei capolavori d'arte. Attraverso itinerari cronologici, una disposizione eccellente dei lavori, dello spazio, della luce e della geometria, ed effetti a sorpresa, la Galleria è diventata un museo tradizionale in forma dinamica, che rende la visita avventurosa e provocativa. Come il Pompidou di Parigi, aspira a fomentare la cultura. |
| Parma fu colpita da un disastro quando, nel XVIII secolo, la collezione di arte Farnese fu spostata a Napoli in concomitanza con il trasferimento di Don Carlos di Borbone. Successivamente, i duchi Borbone, l'amministrazione di Maria Luisa d'Asburgo e la nuova "accademia", ricostruirono una nuova collezione creando la Galleria d'Arte Reale. |
| Oggi, la Galleria Nazionale di Parma, risplendente dei lavori di Antonio Allegri, detto anche Correggio, è una delle più importanti d'Italia. Correggio, il padre della scuola emiliana, è fiancheggiato da un altro genio parmense, Franco Mazzola, detto anche Parmigianino, e da molti altri: i Carracci, Beato Angelico, Guercino, Dossi, el Greco, Leonardo e "l'Erasmo da Rotterdam" Hans Holbein. Vi sono all'incirca 400 lavori esibiti permanentemente, e molti altri, in stanze secondarie, accessibili agli specialisti. |
| L'influenza fiamminga è riflessa nei lavori di Brueghel, De Heem, Stork, Boudewyns, Anton Van Dick. La scuola fiamminga lasciò un altro mistero a Parma: la galleria possiede l'unico dipinto al mondo, un "San Sebastiano", firmato dall'enigmatico Josaphat Araldi. L'unica altra traccia di questo pittore di forte influenza fiamminga del tardo XVI secolo è in Belgio. |
| Parma, città d'Arte. |
| Parma offre un vero itinerario attraverso i lavori di Correggio dai suoi lavori all'interno della Galleria, all'affresco dell'Assunzione della Vergine nella cupola della magnifica cattedrale romanica e nella cupola della chiesa di San Giovanni, (affiancato dalle tre cappelle del celebre Parmigianino), agli affreschi nella "stanza di San Paolo". |
| Sin dal terzo secolo a.C., Parma è stata dominata dai Romani, dai Bizantini e dai Franchi. La Parma medievale divenne uno dei gioielli della famosa Via Emilia, (che portava da Milano a Rimini). La Parma rinascimentale divenne la città capitale per le chiese, i musei e i palazzi, (tutti decorati con arte di qualità), governata da famiglie aristocratiche come i Farnese (dal XVI al XVIII secolo). In seguito, per duecento anni fu segnata dall'influenza francese; le classi alte impararono a parlare il francese e i modi e i gusti parigini prevalsero. |
| La Parma moderna, di 200.000 persone, è un buon misto di medievale e moderno. Da un lato è una città famosa per la sua cucina, il formaggio, il prosciutto, le specialità regionali e, da non dimenticare, la sua vulcanica vita motturna; da un'altro lato, è una città intimista, di tesori d'arte offerti quasi con esitazione. Una città che nasconde quasi il suo Parco Ducale, (su modello di Versailles), e la sua università di 18.000 studenti. |
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