| Negli ultimi dieci anni, gli unici film italiani che hanno ottenuto un successo di pubblico negli Stati Uniti sono stati "Nuovo Cinema Paradiso", di Giuseppe Tornatore, "Mediterraneo", di Gabriele Salvatores e "Il postino" diretto da Michael Radford per Massimo Troisi. Le pellicole hanno incassato al botteghino rispettivamente tredici, sei e ventitrè milioni di dollari. |
| Il clamoroso e inaspettato successo del "Postino" ha fatto del film il maggiore incasso di tutti i tempi di una pellicola non americana sul suolo statunitense, ma la cifra, pur ragguardavole, rappresenta negli standard hollywoodiani un entità assolutamene modesta: il costo medio di un film americano non indipendente si è assestato attualmente sui sessanta milioni di dollari, e ventitrè milioni incassati al botteghino rappresenterebbero per gran parte delle produzioni un disastro incolmabile. |
| A prescindere dal loro rispettivo valore, i film hanno trovato una loro nicchia di mercato soprattutto per via dell’immagine dell’Italia che essi rappresentano per il pubblico straniero: un ritratto tranquillizzante nel quale abbondano gli scenari incantevoli, le atmosfere retró, l’arte di arrangiarsi, i buoni sentimenti e la possibilità della poesia. È esattamente ciò che il pubblico americano pretende dal cinema italiano, al quale viene consentito un proprio spazio vitale purché non proponga problematiche odierne o divenga lo specchio dei traumatici cambiamenti in corso attualmente in Europa. Esemplare a tale riguardo il caso di "Lamerica", lo splendido film di Gianni Amelio, osannato dai critici americani ma ignorato dal grande pubblico. |
| I tempi in cui "La dolce vita" trionfava sugli schermi americani (i diciannove milioni e mezzo incassati all'epoca corrispondono ad ottanta dei giorni nostri) diventando un fenomeno di cultura e di costume, sembrano definitivamente tramontati, e oggi il dato di penetrazione dei film non di lingua inglese , si assesta intorno all'uno per cento. |
C'è un aspetto nuovo sul quale riflettere, che non era presente al tempo in cui Fellini, Kurosawa e Truffaut riuscivano ad imporsi in America: l'espansione di un cinema statunitense indipendente di alta qualità (i fratelli Coen, Tarantino, Lynch…), che ha sostituito nel cuore dei cinefili il posto dei maestri asiatici ed europei. Anche per questo è un dato amaro vedere che attualmente ad Hollywood i registi provenienti dal resto del mondo sono richiestissimi (l'olandese Jan De Bont ha diretto "Speed" e "Twister", il tedesco Roland Emmerich "Indipendence Day"…), ma la condizione chiara che viene loro posta è quella di americanizzarsi al più presto. |
TESTIMONIO (más...):