| Lago di Garda, ma mai di Domenica! |
| I romani si portano il maglioncino e l'impermeabile per andare al lago di Garda, anche in estate. Gli italiani del sud infatti considerano il lago nel nord Europa. Per i nord europei invece il lago di Garda è a sud. I tedeschi e gli olandesi, gli svedesi e i danesi arrivano in calzoncini e sandaletti anche nei giorni freschi di inizio primavera. |
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| Ma, dal nord a sud, in maglione o calzoncini, il Garda piace a tutti. I suoi alberi di limoni e gli olivi, i cipressi e gli oleandri, il suo cielo chiaro ma discutibile, le meravigliose cittadine lacustri e le montagne dominanti, dalla cima innevata, coesistono in un unico microclima. |
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| Torri del Benaco sul lago di Garda. Il cielo era coperto, il vento teso e le montagne scure quando sono arrivato a Torri. "Peccato", ho pensato tristemente, "non ci sarà molta attività oggi sul lago". |
| Mi sbagliavo. Non sapevo niente della climatologia specifica del lago. La visione era perfetta sotto un cielo poco amichevole. L'acqua era cristallina. Le vele multicolori delle barche a vela e dei windsurf puntellavano il lago a nord. Tutto appariva con notevole rilievo. L'autostrada sul versante ovest, tagliata sulla facciata della montagna rocciosa, sembrava a portata di mano. Da Torri, a metà sul versante est della vecchia Benaco, (come gli antichi abitanti etruschi e romani chiamavano il Garda), potevo quasi toccare le Alpi che incorniciano entrambe le parti della zona più stretta del lago, 25 chilometri più a nord. Le coste sud erano visibili da 30 chilometri di distanza. |
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| Ho scelto Torri di Benaco come punto di riferimento perché è un microcosmo dello stile di vita del Garda. La vecchia "Castrum Torrium" romana è un mondo a parte. Medievale-veneziana nel piano architettonico e stradario, la vita di Torri è incentrata intorno al piccolo porto, come la maggior parte delle città del Garda. Con 2430 abitanti, Torri è più piccola delle altre città lacustri principali. |
| Mi dirigo verso il palazzo con le arcate e un balcone ristorante che si affaccia sul porto, il vecchio Hotel Gardesana, il cui proprietario, Giuseppe Lorenzini, mi attende. È stato Lorenzini che mi ha introdotto per primo alle tradizioni del lago di Garda. Alla storia dei venti, delle acque, del clima, della vegetazione, delle montagne e della navigazione. |
| La prima lezione oggi è sociologica ed esoterica. Come fa la maggior parte di noi nei posti nuovi, io ricerco i particolari del lago di Garda. La caratteristica che lo rende unico. Giuseppe gentilmente sostiene che il Garda è un lago, una gente e una mentalità. |
| "Il vaporetto ci unisce agli abitanti di Maderno sulla costa ovest", dice. Questo uomo singolare, un laureato in lingue moderne (ha studiato anche olandese) che anni fa ha comprato questo palazzo veneziano (di 500 anni) costruito per il Consiglio del Capitano del Lago e ne ha fatto un hotel praticamente unico, aggiunge altri fattori unificanti: l'efficienza del sistema di navigazione del Garda. La famosa autostrada di 125 chilometri sulla costa, la Gardesana orientale (terminata nel 1932) attraversa le montagne lungo la parte ovest e contribuisce ad unire gli abitanti del Garda. |
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| Ma io non gli credo. Per me il Garda è unico e particolare, ma non unito. Il Garda è un lago grande, lungo 55 chilometri e in alcuni punti largo 18. Così grande che include tre province, Verona ad est, Trento a nord e Brescia a ovest presso Salò e la costa sud con la grossa Desenzano. Si sente l'influenza del sud Tirolo su Riva, come quella di Brescia su Salò, il luogo dove il dittatore Mussolini stabilì la Repubblica Sociale Italiana nel 1943. In seguito, un ristoratore di Salò piuttosto cinico mi disse che più di ogni altra cosa, ciò che unisce entrambe le coste del lago in maniera speciale è l'amore per il denaro. Perché Garda è la zona ricca d'Italia. |
| La geografia unica del Garda ne diversifica l'ambiente. Le coste piatte del sud significano campeggi e centinaia di migliaia di campeggiatori. Al nord, da Torri a Riva e Maderno sulla costa opposta, le montagne lasciano poco spazio per i campeggi. |
| I surfisti del fine settimana si dirigono verso Riva e Torbole, o verso Limone sulla costa ovest. Il nord del Garda è più riservato, con meno gente che alloggia in migliaia di hotel, pensioni e ostelli. |
| Il sud è più aperto, più affollato e offre maggiori intrettenimenti. La gente giovane preferisce il sud. Durante un giorno medio di luglio e agosto l'area da Lazise all'importante città di Peschiera registra 133.000 turisti. Surfisti, coppie romantiche e anziani vanno a nord verso le montagne. E hanno ragione: una buona regola del Garda è "andare più a nord possibile". |
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| I VENTI |
| Guardo due uomini che parlano sul lungo lago di Salò, entrambi misurano il vento con il dito alzato. I marinai del Garda spiegano che il vento regna sopra Benaco. A causa della sua larghezza, forma e locazione i venti del Garda sono molti e diversi. Ma il príncipe dei venti del Garda (oltre una ventina) è il "suer". |
| Il forte e regolare vento di nordovest che dalla valle del fiume Sarca soffia verso Torri, garantisce i venti regolari e giornalieri che, in Europa, fanno di Riva uno dei più famosi centri per il surf e il luogo di campionati internazionali. |
| L' "ora" soffia ogni pomeriggio, dalla zona centrale del lago verso nord in direzione di Riva. L' "ander", dal sud influenza l'intero lago centrale. Alcuni venti imprevedibili causano improvvise tempeste che fermano anche i vaporetti; in quei momenti il Garda rassomiglia all'oceano. |
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| NAVIGAZIONE PUBBLICA
"Si può viaggiare da qualsiasi parte del Garda in barca" si vanta Giuseppe dal balcone che sovrasta il porto. Barche di servizio servono 25 stazioni da nord a sud, da est a ovest. Da Torri potete salire su un traghetto per Maderno a 8 chilometri dall'altra costa, o un vaporetto o un catamarano verso Riva a 39 chilometri a nord. La maggior parte di questi traghetti hanno un bar e un servizio ristorante per i viaggi più lunghi. |
| "Ma state a nord" dice lui "l'acqua è più pulita. La gente è più rilassata e la vita più calma." Dal balcone dell'hotel Gardesana durante l'ora di pranzo, la costa a sud sparisce alla vista appena il vento "ora" soffia, sollevando le acque del lago. Uno rimuggina sulla vacanza perfetta nel microcosmo del lago di Garda. Il miglior prototipo di vacanza è fra le dozzine di città allineate lungo i 155 chilometri delle sue coste. |
| Lorenzini conferma la mia supposizione su questo posto. Egli è il più ardente ammiratore del proprio hotel. Mi mostra orgogliosamente il poema di Stephen Spender scritto per la Gardesana nel 1951, con la dedica: "scritto guardando il lago dalla mia stanza". La Gardesana, (la parola è un aggettivo da "Garda", come anche l'autostrada Gardesana), era già un albergo nell'ultimo secolo. E tutti sono venuti qui, da Winston Churchill a re Juan Carlos, che ha cenato qui non molto tempo fa. Max Ernst, Andre Gide, Lawrence Olivier, Vivien Leigh e Kim Novak. |
| INQUINAMENTO DELL'ACQUA
L'acqua è un argomento delicato sul Garda. Il lago è inquinato? Chiedo a tutti. Il proprietario di un ristorante sulla riva del lago alza le spalle: "alcuni dicono di sì, altri di no". Il fatto è che 80% delle spiagge sono state chiuse a maggio, dopo che il sistema di purificazione si è rotto in seguito all'ondata di turisti pasquali. "L'episodio peggiore nella storia del Garda" ammette Lorenzini. |
| Il collettore sottomarino delle fogne è stato riparato, perché il Garda non può sopravvivere senza turismo. Gli esperti d'acqua dicono che il problema consiste nella degenerazione della qualità delle acque, un problema mondiale, sintomo del quale sono le alghe causate dal fosforo in eccesso: troppa gente e troppi scarichi industriali. |
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