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"Interview with writer Dacia Maraini" by Gaither Stewart

Dacia Maraini
Dacia Maraini

 

Libri e Scrittori, Femmismo e Cultura,
Amore e Nostalgia

Books and Writers, Feminists and Culture,
Loves and Nostalgia

Era molto tempo che non mi capitava di essere all'ottavo piano in un edificio romano, visto che a Roma la maggioranza dei palazzi raramente raggiunge i cinque o sei piani. L'ho sentita correre ad aprire la porta e poi tornare al telefono. "Sto dando un'intervista, richiamami alle sette" ha detto, mentre io nel frattempo venivo catturato dal panorama dalla sua finestra: il tramonto romano, la meraviglia per la quale molti pittori di tutto il mondo sono venuti a dipingere nella Città Eterna. Enorme, arancio-rosso, il sole affonda dietro la Cupola di San Pietro. Dietro il fiume Tevere l'orizzonte intero è in fiamme. "Sono orgogliosa di questa vista" dice la mia ospite, la scrittrice di successo Dacia Maraini. I had not been eight floors high in many months in the city of Rome whose typical buildings are seldom more than five or six floors. I heard her running to open the door and then back to the phone. I heard her say, –I'm giving an interview now. Call me back at seven.” Meanwhile I was drawn to the scene from the picture window: the Roman tramonto, the stupendous sunset that painters of the world have come the Eternal City to capture. Huge and orange-red, the sun was sinking behind the cupola of St. Peter's. The entire horizon beyond the Tiber River was on fire. –I'm proud of that view,” said my hostess, the successful Italian writer, Dacia Maraini.
Una di quelle persone che ti piacciono subito. Non è necessario rompere il ghiaccio per conoscerla. È qualcosa nel suo sorriso, nel modo in cui muove le mani o cammina per la casa per preparare il té. L'appartamento riflette il suo calore: è invitante ma non pretenzioso, con cuscini confortevoli, muri di libri e dipinti (ma non troppi), pavimenti di legno e alcuni tappeti. Una stufa a petrolio complementa lo scarso riscaldamento dei piani alti nei freddi inverni di Roma. One of those persons whom you like immediately, it was unnecessary to break the ice and get to know her. Something in her smile, the way she moved her hands, or walked across the room to prepare the tea, said it all. Her apartment too reflected her warmth: inviting but unpretentious, comfortable couches, walls of books and paintings - but not too many - wooden floors and a few scattered carpets, and a small petroleum stove to supplement the scarce heating on the higher floors in Rome's cold winters.
Ho detto alla signora Maraini che l'avevo pensata a proposito di una serie di letture sulla situazione delle donne tanto esaltata nella letteratura rinascimentale. Michelangelo aveva iniziato a cambiare le cose nel suo dipinto "Il Giudizio Universale", nel quale Eva non prende il frutto proibito da offrire ad Adamo ma ognuno coglie il frutto da sé; che non è la stessa cosa. Eppure, ancora nel XVII secolo la prima donna laureata nella famosa Università di Padova generò polemiche in tutta Europa. Le donne colte in Europa generalmente sollevavano sospetti e spesso erano considerate demoniache. Queste donne non erano obbedienti. Si rifiutavano di seguire vecchi percorsi. La strega, caricata di cultura maschile, era una mistica anarchica. Il destino della donna era di diventare una strega. Così la donna inizia come Eva a cogliere un frutto, e poi diventa una strega. Mi sono schiarito la voce nervosamente, certo che la mia introduzione sia stata troppo forte. Chissà se la Maraini avrebbe pensato che stavo cercando di impressionarla. I told Signora Maraini I had thought of her after recent readings about the real situation of women so exalted in Renaissance literature. Michelangelo had begun changing things in his Last Judgment in which Eva does not pluck the forbidden fruit and give it to Adam; each picks the fruit for himself, which is not the same thing. Still, in the 17th century, the first woman graduate at the famous old university in Padua generated polemics all over Europe. Europe's cultured women have usually aroused suspicion and were often considered demonic. Such women were not obedient. They refused to follow old paths. The witch, male culture charged, was an anarchic mystic. Woman's destiny was to become a witch. Woman thus begins with Eva offering the fruit and ends up as a witch. I cleared my throat nervously, certain my introduction too heavy. Would she think I was just trying to impress her?
"Le cortigiane rinascimentali erano donne dalle mille sorprese" disse la Signora Maraini anche lei andando al passato. "La cortigiana di quel periodo fu una grande invenzione perché permise alle ragazze di studiare e imparare, come la poetessa veneziana del XVI secolo, Veronica France, che portava il fiocco giallo ufficiale delle prostitute. Aveva una ricchissima vita letteraria, scriveva libri e poesie e nella sua grande casa riceveva gente importante quale il re Enrico III. D'altra parte, Isabella Mora, figlia di un nobile, desiderava acquisire una cultura come i fratelli che studiarono a Roma e Parigi. Quando il padre si accorse della sua effervescenza intellettuale e del fatto che lei desiderava essere diversa la rinchiuse in un castello isolato del sud. Quando i fratelli scoprirono che Isabella aveva trovato un tutore che le prestava libri e con il quale corrispondeva sui libri e la cultura, la uccisero. Quello era il frutto proibito per le donne. Se il Cattolicesimo fu sempre un freno per le donne e i loro diritti, la poesia cinquecentesca di Veronica France risuona come gli scritti delle femministe moderne. Veronica si indirizzava agli uomini con frasi come: "voi usate la spada, io uso la parola". Oppure: "tu sei un vincitore perché il mondo è dalla tua parte; io sono una perdente perché sono una donna". –Renaissance courtesans were women of many surprises,” Signora Maraini said, also starting far back. –The courtesan of the period was a great invention for it permitted also girls to study and learn. Like the 16th century Venetian poetess, Veronica France, who wore the yellow ribbon of the official prostitute. She had a rich literary life, writing books and poetry, while she also received important people like King Henry III in her big house. On the other hand, Isabella Mora, the daughter of a nobleman, wanted to acquire a culture like her brothers who studied in Rome and Paris. When her father saw her intellectual restlessness and that she wanted to be different, he put her away in a secluded castle in the south. When her brothers learned she had found a tutor who lent her books and with whom she corresponded about books and culture, they killed her. That was forbidden fruit for women.” If Catholicism has always been a brake on women and women's rights, Veronica France's 16th century poetry sounds like modern feminist writings. She addressed to men things like, –You use the sword, but I use words.” Or, –You are a winner because the world is on your side; I'm a loser because I'm a woman.”
"Questo era un pensare rivoluzionario" dice la Signora Maraini. "E se una donna scriveva queste cose, altre le pensavano. Eppure, l'emancipazione delle donne qui iniziò intorno al 1900 con un libro di Annamaria Mozzoni, la storica del movimento delle donne. Comunque, il movimento più avanzato per i diritti delle donne in Italia emerse dai fermenti del 1968. Da allora abbiamo nuove leggi sulla famiglia, l'aborto, il divorzio e le violenze. Sono caduti molto miti come la santità del matrimonio e l'amore stesso, che fino ad allora era stato visto in maniera ottocentesca. Senza l'azione delle donne dopo il 1968, le leggi sul divorzio e l'aborto non sarebbero mai venute alla luce". –That was revolutionary thought,” Signora Maraini said. –And if one woman wrote such things, others were thinking it. Yet, women's emancipation here began around 1900 with the books of Annamaria Mozzoni, the historian of the women's movement. The most advanced movement for women's rights in Italy however emerged from the ferment of 1968. Since then we have new laws on the family, abortion, divorce, and rape. Many myths have fallen, like the sanctity of matrimony, and even about love itself, which until recently was seen in the 19th century manner. Without women's action after 1968 laws on divorce and abortion would never have come about.”
Dacia Maraini è stata in prima linea nella lotta per i diritti delle donne in Italia (nazione che in molti aspetti sociali è arretrata nei confronti del nord Europa). Dacia è una femminista. Si è occupata degli stessi temi femministi di Nadine Gordimer e Germaine Greer. Eppure, si distanzia dall'ideologia femminista. "Io non sono una scrittrice di saggi ma una scrittrice di racconti. La letteratura deve allontanarsi dall'ideologia. La letteratura è visionaria e immaginativa. Io credo che le scrittrici di romanzi abbiano allargato la discussione femminista con i loro libri. Ma non si può fare letteratura con la limitazione dell'ideologia. Io penso che l'ideologia segua le orme della fantasia, non il contrario. Il femminismo dovrebbe liberare la fantasia e l'immaginazione delle donne. Le donne dovrebbero usare il grande potere e libertà ottenuti con il femminismo per sviluppare la loro fantasia". Dacia Maraini has been in the forefront for the broadening of women's rights in Italy, which as in most social matters has lagged behind north Europe. She is a feminist. She has been concerned with the same feminist themes as Nadine Gordimer and Germaine Greer. Yet, she shies away from feminist ideology. –I am not an essayist but a creative writer. Literature should stay far away from ideology. Literature is visionary and imaginative. I believe that creative women writers have broadened the feminist discussion with their books. But you can't create literature with limiting ideology. I believe that ideology follows on the heels of fantasy, not the contrary. Feminism should liberate the fantasy and imagination of women. Women should use the greater power and liberty that feminism has obtained in order to develop their own fantasy.”
Nell'ultimo secolo l'Italia ha avuto un numero elevato di eccellenti scrittrici come Annamaria Ortese, (poco conosciuta nella stessa Italia) Elsa Morante, Natalia Ginsburg, Lalla Romano, e Anna Banti. La scrittrice sarda, Grazia Deledda [1875-1936] scrisse 20 libri, vinse il premio Nobel, morì e scomparve dalla scena letteraria. Non è stato fatto nessuno studio sul suo lavoro. Non è neanche stata inclusa nelle antologie più importanti. During the last century Italy has had a number of outstanding women writers, like Annamaria Ortese - little known even in Italy - Elsa Morante, Natalia Ginsburg, Lalla Romano, and Anna Banti. The Sardinian writer, Grazia Deledda [1875-1936] wrote some 20 books, won the Nobel, died and vanished from literature. No studies were ever done of her work. She is not included in the all-important anthologies.
"Iniziare a scrivere è difficile per tutti. Le donne hanno qualche vantaggio perché 70% dei lettori di romanzi in Italia sono donne. Il 10% circa degli scrittori italiani è donna, similmente ad altre nazioni. Ma le antologie degli ultimi venti anni sono il vero metro di paragone; le donne vi sono rappresentate meno del 5%. Le donne hanno il loro pubblico, ma il problema è di essere ricordate dopo la morte. Kellogg, saggista americano, ha scritto che uno scrittore non può durare a meno che non riesca ad entrare nell'accademia. Le scrittrici donne possono vendere bene e diventare popolari ma il mondo accademico in Italia gli è generalmente precluso. È un mondo maschile, reazionario, tradizionalista e misogino. Per cui le scrittrici donna come la Deledda spariscono dopo la morte". –It's hard to start out in writing for everyone. Women here have some advantage because 70% of Italian readers of novels are women. About 10% of Italian writers are women, similar to other countries. But anthologies of the last 20 years are the real gauge; there women are less than 5%. Women have their public but their real problem is to endure after death. The American essayist Kellogg wrote that a writer cannot last unless he succeeds in entering into academia. Women writers can sell well and become popular but the academic world of Italy is largely closed to them. It's a masculine world - reactionary, traditionalist, misogynist. Therefore women writers like Deledda disappear after death.”
Nata a Firenze, Dacia Maraini ha vissuto i primi otto anni della sua vita in Giappone; anni formativi ma, per lei, un incubo. Suo padre, un noto orientalista e la sua aristocratica madre siciliana erano noti antifascisti. La famiglia intera, incluse le tre bambine piccole, era stata imprigionata vicino a Kyoto in un campo per antifascisti, in un'atmosfera di brutalità ai limiti degli stenti. Questa è stata un'esperienza determinante per me. Conoscere la fame e sentire la sensazione di morte quotidianamente. Era un tipo di campo Buchenwald, molto, molto duro. Niente da mangiare e tutte le malattie immaginabili, lavoro forzato e crudeltà sadiche. Il coraggio di mio padre ci ha salvato. Noi bambine saremmo morte. Siccome lui conosceva la mentalità giapponese decise di applicare la tradizione dello yubikiri: si tagliò un dito con un ascia e lo tirò ai giapponesi. Questo è considerato un atto di coraggio supremo. Significa; "tu sei un codardo e io sono più coraggioso di te". Ci diedero il latte che ci salvò la vita. Oggi io non scrivo del Giappone, anche se sento affetto per quella gente buona e raffinata. Comunque, quest'esperienza ha rafforzato l'amore verso mio padre che ha influenzato i miei temi letterari". Born in Florence, Dacia Maraini lived the first eight years of her life in Japan - formative but for her nightmare years. Her father, a noted Orientalist and her Sicilian aristocratic mother, were known anti-Fascists. The entire family, comprising also three small daughters, was imprisoned in a concentration camp for anti-Fascists near Kyoto, in an atmosphere of brutality and on the verge of starvation. –This was a determinant experience for me, to know hunger and to feel the sensation of death as a daily presence. This was a Buchenwald type camp, very, very hard. Nothing to eat and all imaginable diseases, doing forced labor and suffering sadistic cruelty. My father's courage saved us. We small girls would have died. Since he knew Japanese mentality well, he decided to apply the tradition of yubikiri: he cut off a finger with an axe and threw it at the Japanese. That is considered a supreme act of courage. It means, -You are a coward and I am more courageous than you. -They gave us the milk that saved our lives. Today I don't write about Japan, though I feel affection for that good and refined people. Most of all the experience reinforced my love for my father who has influenced my literary themes.”
Dopo la liberazione da parte degli americani, la famiglia Maraini ritornò a Firenze dove Dacia passò tre anni in un repressivo colleggio cattolico per ragazze. Ricorda come fosse pregno di quelle piccole discipline che condizionarono generazioni di donne italiane. "Sono sempre stata una ribelle. Ho saputo subito che la mia vocazione era per la cultura. Avevo una grande passione per la letteratura e ho sempre scritto da quando posso ricordarmi. Mio padre scriveva. Mia nonna era scrittrice. Ho visto la mia ribellione come la ricerca di un modo nuovo di esprimermi. A diciannove anni, dopo che andai a Roma, pubblicai insieme ad alcuni amici una rivista chiamata Tempo di Letteratura". After liberation by American troops, the Marainis returned to Florence where Dacia spent three years in a repressive Catholic girls collegio. She recalled how it was permeated with the petty discipline that has conditioned generations of Italian women. How many narrow-minded bigots and how many rebels those schools generated. –I was always a rebel. I knew early that my vocation was a cultural one. I had a great passion for literature and I have written as long as I can remember. My father wrote. My grandmother was a writer. I saw my rebellion as a search for a new way to express myself. At 19, after I moved to Rome, I published a magazine together with some friends called Tempo di Letteratura.”
Nel 1963, a ventiquattro anni la Maraini pubblicò il suo primo romanzo La Vacanza. L'anno dopo, il suo romanzo L'Età del Malessere vinse un importante premio letterario, il Prix Formentor. Si stava avviando a diventare una delle scrittrici italiane importanti. Da alcuni dei suoi romanzi sono stati tratti dei film. Ha sempre scritto poesie, ha pubblicato varie raccolte di poesie e diverse opere teatrali. I suoi libri sono stati tradotti in più di dodici lingue. Nel 1986 ha pubblicato una biografia di Moravia, con il quale ha vissuto per diciotto anni e del quale è rimasta amica fino all'ultimo. L'anziano Moravia, che amava le donne e soprattutto le donne belle e giovani, la aiutò e stimolò ma i loro stili e gli scritti sono mondi a parte. In 1963, at 24, she published her first novel, La Vacanza. The year after, her novel L'Età del Malessere [The Age of Malaise] won a major literary prize, the Prix Formentor. She was on her way to becoming one of Italy's important novelists. Some of her novels have become films. She has always written poetry and has published many volumes of her poems, and several plays. Her books have been translated into a dozen or so languages. In 1986 she published a biography of Alberto Moravia, with whom she lived for 18 years, and with whom she remained friends for the rest of his life. The much older Moravia, who loved women, especially beautiful young women, helped and stimulated her, but their writing styles and subjects are worlds apart.
Voglio soffermarmi un momento su un tipico romanzo di Dacia Maraini. È improbabile che Isolina possa venire pubblicato all'estero, ma dimostra l'impegno sociale e politico della scrittrice. Isolina è una ragazza giovane, di famiglia operaia, dalla dubbia moralità, nella cattolicissima città di Verona. Diventa l'amante di un ufficiale militare. Quando rimane incinta viene uccisa o muore in un tentativo di aborto. Viene tagliata a pezzi da una mano esperta e gettata nel fiume Adige. Non solo nessuno viene incriminato per il delitto ma Isolina viene cancellata dalla memoria della città. Nella meticolosa ricostruzione ripresa dai giornali e da archivi e testimonianze della città e del tribunale, la Maraini di tanto in tanto aggiunge i suoi commenti. Ad un certo punto scrive (e il suo libro ne è la prova), quanto sia difficile eliminare completamente una vita umana. C'è qualcosa che rimane sempre. Siccome l'amante di Isolina è un militare e ha le responsabilità maggiori nella tragedia, il libro diventa un attacco alla casta militare. Verona era una città militare con gli ufficiali al di sopra di ogni sospetto. Se il libro è segnato dall'antimilitarismo ha anche un'ispirazione anti-maschilista. I want to dwell for a few moments on a typical Dacia Maraini novel. It is unlikely that Isolina will ever be published abroad but it demonstrates well the writer's social-political commitment. Isolina is a young girl of a worker's family and questionable morality in the very Catholic city of Verona. She becomes the mistress of a military officer. When she gets pregnant, she is killed or dies in an abortion attempt, is cut to pieces by an –expert hand,” and her parts dumped into the Adige River. Not only is no one convicted of the crime, but Isolina is cancelled from the memory of the city. In her meticulous reconstruction taken from newspapers, city and court records and testimony, Maraini adds from time to time her own remarks. At one point however she notes - and her book is the proof - how difficult it is to eliminate completely any human life. Something always remains. Since Isolina's lover is of the military class and bears the major responsibility for the tragedy, Maraini's book is an attack on the military caste. Verona was a military town and officers above all suspicion. If the book is marked by anti-militarism, it is also of anti-male inspiration.
"Fino al momento in cui gli uomini si identificheranno con lo spirito militare il libro è anti-maschilista. Gli uomini che si identificano con la guerra sono i miei nemici. Non sono solo nemici delle donne ma anche nemici di altri uomini. L'apice di questa ideologia militare è la guerra. Questo è un mondo creato da uomini, in modo particolare contro le donne. Secondo la vecchia tradizione i vincitori avevano il diritto di violentare le donne. Le donne diventano oggetti. Questa pratica è parte dell'ideologia di guerra. Le donne non ne fanno parte." –To the degree that men identify with military spirit, the book is anti-masculine. Males who identify with war are my enemies. They are not only the enemies of women, but also of other men. The acme of that masculine ideology is war. That is a world created by men, against women in a particular way. According to the old rule, the victors had the right to rape the women. Women thus are objects. That practice is part of war ideology. Women have no part in that.”
Anche se nel suo libro autobiografico, Bagheria, la Maraini rievoca un passato lontano, ella respinge i sentimenti di nostalgia. Bagheria è il nome di una città vicino a Palermo, un tempo luogo di ville maestose e magiche con parchi, fontane e fiori; luogo in cui molti europei d'elite si incontravano. Prima che arrivassero i siciliani ci furono i fenici, i greci, gli arabi, i normanni e i borboni. La famiglia della madre viveva nella sontuosa Villa Valguarnera. Il libro Bagheria racconta del suo ritorno nel luogo e testimonia la distruzione di questo antico tesoro siciliano da parte della mafia; ville distrutte, parchi coperti di cemento, un'intera città preda della mafia. Although her autobiographical book, Bagheria, evokes a distant past, Maraini rejects the sentiment of nostalgia. Bagheria is the name of a town near Palermo, once the site of many majestic and magical villas, with their parks and fountains and flowers where many of the elite of Europe met. Before Sicilians arrived, there were Phoenecians and Greeks, Arabs, Normans and Borbons. Her mother's family lived in the sumptuous Villa Valguarnera. The book Bagheria recounts her return there and testifies to the destruction of that former treasure of Sicily by the mafia, most of the villas demolished, the parks covered in concrete, and the entire town mafiaized.
"Ho vissuto in Sicilia per molti anni e mi rendo conto che il vero problema lì è la mafia. La Sicilia è culturalmente ricca, la gente è intelligente, capace, intraprendente, immaginativa. Ma è terrorizzata dalla mafia. Conosco molti che se ne sono andati a causa delle difficoltà. Per me non c'è veramente una possibilità di ritorno laggiù. L'impossibilità della Sicilia è un'altro dei motivi per cui la nostalgia non fa parte della mia esperienza. In generale uno sente nostalgia per l'infanzia. La mia infanzia fu terribile. Il campo di concentramento e la scuola cattolica. Gli anni dai 10 ai 18 in Sicilia furono anni di sopravvivenza. Eravamo poveri. La società era chiusa. Ero prigioniera di una mentalità repressiva che non era solo cattolica ma anche araba. Ricordo una compagna di scuola che ogni pomeriggio veniva incatenata dal padre al letto. Questo era considerato normale. Casa mia era la libertà ma non ciò che mi circondava. Quando uscivo da sola la gente mi guardava da dietro gli scuri delle finestre e mi considerava una donna poco perbene". –I lived in Sicily many years and am aware that the real problem there is the mafia. Sicily is culturally rich, its people intelligent, capable, enterprising, imaginative. But they are terrorized by the mafia. I know many who fled because of the difficulties there. For me there really is no return possible there. The impossibility of Sicily is another reason nostalgia is not part of my experience. One usually feels nostalgia for childhood. My childhood was terrible. The concentration camp and the Catholic school. My years from 10 to18 in Sicily were on the survival level. We were poor. Society was closed. I was a prisoner in that repressive mentality that was not only Catholic but also Arab. I remember a school companion in Sicily whose father chained her to the bed every afternoon. That was considered normal. My home was freedom but not my surroundings. When I went out the door alone, people looked at me from behind their closed blinds and considered me a whore.”
Il cielo romano era nero quando esaurimmo le parole. Potevo a malapena distinguere il profilo oscurato di San Pietro dietro Castel Sant'Angelo e i palazzi lungo le rive del Tevere. La stanza era in penombra quando spensi il registratore. I pavimenti di legno scricchiolarono nel silenzio improvviso. Il telefono squillò nella stanza accanto. Il suo prossimo appuntamento, lo sapevo. "Ha abbastanza materiale per scrivere un libro" disse la Signora Maraini e rise. "Un giornalista ha fatto esattamente questo; è riuscito a scrivere un libro da un'intervista come la nostra oggi". The Rome sky was black when we ran out of words. I could barely distinguish the outline of a darkened St. Peter's behind Castel Sant'Angelo and the palazzos along the Tiber embankments. The room was half dark when I switched off the recorder. The wooden floors creaked in the sudden silence. The phone was jangling in the next room. Her next appointment, I knew. –You have enough materials for a book,” said Signora Maraini and laughed. –One journalist did just that recently. He managed to get a whole book out of an interview like yours today.”

Gaither Stewart vive a Roma e collabora, fra diversi progetti, come corrispondente dall'Europa per il Greanville Post.

Esperto giornalista, romanziere e saggista tratta diversi argomenti, dalla cultura alla storia alla politica.

È anche l'autore della Trilogia Europea, celebrati racconti di spie di cui l'ultimo volume, Time of Exile, è stato recentemente pubblicato da Punto Press.

Gaither Stewart is based in Rome and serves—inter alia—as European correspondent for The Greanville Post.

A veteran journalist, novelist, and essayist on a broad palette of topics from culture to history and politics, he is also the author of the Europe Trilogy, celebrated spy thrillers whose latest volume, Time of Exile, was recently published by Punto Press.

 

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