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In questo periodo si parla molto di problema dell'immigrazione.

Pochi ricordano che agli inizi del 1900 ci fu una grande immigrazione di italiani negli Stati Uniti e in Sud America.

 

Conosci la storia degli immigrati italiani negli USA durante la seconda guerra mondiale?

In this period there is much talk about immigration.

Few remember that in the early 1900s there was a great immigration of Italians in the United States and South America.

 

Do you know the story of Italian immigrants in the US during WW2?

 

Ellis Island source wikipedia

Immigrants arriving in NY (1902). Source Wikipedia.org

 

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"A secret story" by Alberto Baudo (2001)
Usa la tua intuizione per capire il significato generale del testo italiano. Use your intuition to understand the general meaning of the Italian text.
Usa il dizionario online per cercare il significato delle parole che non conosci. Use the online dictionary to understand the meaning of the words you do not know.

 

Alberto Baudo
Alberto Baudo

"Ho rilasciato questa intervista prima dei tragici fatti dell'11 settembre scorso. Quella che paventavo come remota ipotesi si è trasformata in un fatto tanto reale quanto orribile. –I gave this interview before the tragic events of last September 11. What we feared as a remote possibility became a reality that is as real as it is horrible.

In questa occasione, che ci riporta alla mente l’attacco di Pearl Harbor di 60 anni fa, l’approccio del Governo Americano nei confronti degli immigrati residenti negli Usa, appartenenti alle nazionalità sospettate come responsabili o complici degli atti terroristici, sembra più cauto ed improntato al massimo rispetto dei diritti civili ed umani. Ci piace pensare che le battaglie degli immigrati italiani, giapponesi e tedeschi residenti in America durante la seconda guerra mondiale abbiano ottenuto i risultati che si proponevano. Far si' che, neanche nei momenti più tremendi della storia, si perda di vista il rispetto dei valori fondamentali di convivenza civile e che mai, e per nessuna ragione, si risponda alla barbarie con la barbarie." [Alberto Baudo]

–On this occasion, which brings to mind the attack on Pearl Harbor 60 years ago, the approach of the American Government toward immigrants residing in the United States who belong to a nationality suspected of being responsible for or complicit in the terrorist acts, seems more cautious and characterized by the maximum respect for civil and human rights. –We are pleased to think that the battles fought by Italian, Japanese and German residents in America during World War II have had their intended result: to ensure that, even during the most awful moments of history, respect for the fundamental value of living together civilly is not forgotten, and that we never, for any reason, respond to barbarism with barbarism.” [Alberto Baudo]

Historic milestones

Stranieri nemici

 

Il 7 dicembre del 1941 gli Usa entrano in guerra. Un decreto di Roosevelt stabilisce che gli italiani, i giapponesi e i tedeschi residenti in America siano trattati da stranieri nemici. Il decreto colpisce 600.000 italo-americani privi di cittadinanza Usa.

Enemy aliens

 

On December 7, 1941, the United States entered the war. An executive order signed by Roosevelt declared that Italian, Japanese and German residents in America were to be treated as enemy aliens. The order affected 600,000 Italian-Americans, who were deprived of their American citizenship.

La lista

 

La storia comincia in realtà nel settembre del 1939, quando la Gran Bretagna e la Francia dichiararono guerra alla Germania. Fu allora che il presidente Roosevelt chiese al direttore del Fbi Edgar J. Hoover di compilare una lista di persone ritenute pericolose da arrestare in caso di emergenza nazionale.

The list

 

The story really begins in September 1939, when Great Britain and France declared war against Germany. It was then that President Roosevelt asked the director of the FBI, J. Edgar Hoover, to compile a list of people considered dangerous to be arrested in case of a national emergency.

Il coprifuoco

 

A 52.000 residenti italiani della California fu imposto il coprifuoco dalle otto di sera alle sei del mattino e il divieto di spostarsi a cinque miglia dalle loro case. A loro, come a tutti gli altri italo-americani del paese, fu imposto di indossare tessere di riconoscimento particolare e di registrarsi all'ufficio postale.

The curfew

 

In California, a curfew was imposed on 52,000 Italian residents from 8 in the evening until 6 in the morning, and they were prohibited from traveling more than 5 miles from their homes. They, like all the other Italian-Americans in the country, were required to wear special identification cards and to register at the post office.

Gli arresti e gli internamenti

 

Centinaia di italiani furono tratti in arresto nei mesi successivi al bombardamento di Pearl Harbor. Un numero ancora oggi indefinito di italiani venne internato in campi militari in Montana, Oklahoma, Tennessee e Texas. Il più noto era il campo di Missoula. Alcune centinaia vi rimasero per oltre due anni. Molti furono spostati in continuazione da un campo all'altro.

Arrests and internments

 

Hundreds of Italians were placed under arrest in the months following the bombing of Pearl Harbor. A still unknown number of Italians were interned in military camps in Montana, Oklahoma, Tennessee and Texas. The most notorious one was the camp in Missoula (Montana). Hundreds stayed there more than 2 years. Many were continually moved from one camp to another.

Campo
Fort Missoula

 

Le deportazioni

 

Il 24 febbraio del 1942 circa diecimila italo-americani residenti in California furono costretti ad abbondonare le loro case sulla costa e a spostarsi verso l'interno. Nei primi mesi di guerra i generali temevano infatti che avrebbero aiutato i giapponesi in caso di sbarco sulla costa occidentale.

Deportations

 

On February 24, 1942, around 10,000 Italian-American residents of California were forced to abandon their homes on the coast and to move inland. In the first months of the war, the generals were actually afraid that they would aid the Japanese if they landed on the West Coast.

La fine

 

Il 12 ottobre 1942, Colombus Day, il presidente Roosevelt revoca lo status di nemici stranieri agli italo-americani. A convincerlo sono le pressioni politiche dell'establishment democratico e sindacale del paese. Giapponesi e tedeschi dovranno aspettare la fine della guerra per riacquistare i loro diritti.

The End

 

On October 12, 1942, Columbus Day, President Roosevelt revoked the enemy alien status of Italian-Americans. He was persuaded to do so by pressure from the democratic party establishment and organized labor. The Japanese and Germans had to wait until the end of the war to have their rights restored.

Interview
Intervista ad Alberto Baudo, autore del documentario "Una Storia Segreta". Interview with Alberto Baudo, writer of the documentary –Una Storia Segreta”.

1) "Alberto, come hai scoperto questa "Storia Segreta"?"

 

Ho scoperto questa storia per caso lo scorso anno, grazie ad un articolo sul Village Voice, la storica rivista di NY. L’autrice, nipote del celeberrimo cantante del Metropolitan Opera, Ezio Pinza, arrestato e poi internato in Montana nel 1941, ha ricostruito in breve gli eventi storici che hanno colpito la comunità italiana in America durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma sopratutto ha raccontato la vicenda umana del nonno, il Pavarotti dell’epoca, arrestato dall’Fbi senza alcun mandato all’indomani di Pearl Harbor, portato davanti ad una commissione di polizia senza la minima assistenza legale, e poi rinchiuso in carcere per mesi, prima che pressioni da ogni dove gli riconquistassero la libertà. La sua colpa? La sua unica colpa era quella di essere Italiano. Un Italiano che viveva e lavorava in una nazione che aveva appena dichiarato guerra al Giappone, alla Germania ed all’Italia. Una delle tante vittime, negli anni dal 1941 al 1945 di quella che lo storico Philip Cannistraro ha definito Wartime Histerya – Isteria da tempo di guerra.

1) –Alberto, how did you discover this "Storia Segreta”?

 

I discovered this story by chance last year, thanks to an article in the Village Voice, the historic New York magazine. The author, the granddaughter of the famous Metropolitan Opera singer Ezio Pinza, who was arrested then interned in Montana in 1941, reconstructed briefly the historic events that struck the Italian community in America during World War II. But above all she told the human story of her grandfather, the Pavarotti of his time, who was arrested by the FBI without a warrant the day after Pearl Harbor, was taken before a police commission without any legal assistance, and then imprisoned for months before pressure from all sides won him back his freedom. His crime? His only crime was being Italian. An Italian who lived and worked in a nation that had just declared war against Japan, Germany and Italy. One of the many vicims during the years 1941 to 1945 of that which the historian Philip Cannistraro has called –wartime hysteria”.

poster

2) "Come mai ti sei interessato a questa storia?"

 

Sono rimasto fortemente colpito dall’apprendere questa drammatica vicenda che ha avuto per vittime innocenti gli emigranti italiani, ed anche un po’ meravigliato del fatto che io non ne sapessi nulla. L’internamento di oltre 100.000 giapponesi è un fatto noto. Non altrettanto la deportazione e l’internamento di migliaia di Italiani che vennero classificati come stranieri nemici. Puniti da quello stesso paese che li aveva accolti, anni prima, all’ombra della Statua della Libertà. Nei giorni e nelle settimane successive ho scoperto con sorpresa che questa mia ignoranza era comune alla gran parte degli italiani sia qui in America che nel nostro paese. Che questo capitolo oscuro della Storia Americana era rimasto segreto per oltre mezzo secolo. E’ nato così il desiderio, se non addirittura il bisogno, di contribuire a fare chiarezza sulla vicenda, di definirne esattamente i contorni storici, e sopratutto di raccontare quella che è una storia umana fortemente drammatica, una storia di sofferenze, una storia di ingiustizie vissute dai nostri padri. Dobbiamo ricordare che all’epoca della Seconda Guerra Mondiale gli italiani rappresentavano la comunità di emigranti più numerosa in America. Ma nel corso di una sola notte divennero il Nemico. Per seicentomila individui il Sogno Americano si trasformò improvvisamente in incubo. Isolati, privati dei diritti civili, sottoposti a coprifuoco, rinchiusi in campi di internamento, lontani dalle proprie famiglie e dai propri affari, o addirittura imprigionati. Non per quello che avevano fatto. Ma per quello che avrebbero potuto fare. La loro unica colpa era quella di essere italiani. Esemplare, quanto poco nota, la vicenda della famiglia Di Maggio. Mentre la leggenda del baseball Joe ed i fratelli Dominic e Vince partivano per il fronte indossando la divisa americana, il padre Giuseppe veniva deportato e costretto ad abbandonare la gestione del ristorante al Fisherman Wharf di San Francisco. Il vecchio Di Maggio non si era mai curato di avviare la procedura burocratica di nazionalizzazione per sè. Aveva pensato solo a lavorare duro, a crescere ed educare i figli. Il suo essere rimasto italiano gli valse l’etichetta di straniero nemico, con la applicazione delle conseguenti misure restrittive.

2) –How did you get interested in this story?

 

I was quite struck to learn about these dramatic events, the victims of which were innocent Italian emigrants, and also a bit amazed at the fact that I didn't know anything about it. The internment of more than 100,000 Japanese is a well-known fact. Less well-known is the deportment and internment of thousands of Italians who were classified as enemy aliens. They were punished by the same country that had welcomed them, years before, in the shadow of the Statue of Liberty. In the days and weeks that followed I discovered to my surprise that my ignorance was shared by many Italians, both here in America and in our country, and that this obscure chapter in American history has remained a secret for more than half a century. From that arose the desire, if not even the need, to contribute to the clarification of these events, to define exactly the historical context, and especially to tell this very dramatic human story-a story of suffering, a story of injustice experienced by our fathers. We must remember that at the time of World War II Italians represented the largest emigrant community in America. But overnight they became –The Enemy”. For 600,000 individuals, the American Dream suddenly turned into a nightmare. Isolated, deprived of their civil rights, placed under curfew, locked up in internment camps, far from their families and possessions, or even imprisoned. Not for what they did, but for what they could have done. They were guilty only of being Italian. An example that is not well-known is the experience of the Di Maggio family. While the baseball legend Joe and his brothers Dominic and Vince left for the front wearing the American uniform, their father Giuseppe was deported and forced to abandon his position as manager of a restaurant at FishermanOs Wharf in San Francisco. The elder Di Maggio had never bothered to undertake the bureaucratic process necessary for naturalization. He thought only about working hard and rearing and educating his children. His being Italian earned him the label of –enemy alien,” with the resulting restrictive measures.

Joe di Maggio
Di Maggio Brothers

3) "Hai avuto dei problemi a farla? C'è qualcuno che ti ha messo i bastoni tra le ruote?"

 

Be', a dire il vero, non è stato facile. Sia dal punto di vista delle ricerche, sia dal punto di vista della individuazione di un interlocutore disponibile a mettere in onda il documentario. Per quanto riguarda le ricerche abbiamo passato mesi a Washington setacciando, documento per documento gli Archivi Nazionali ed altri archvi privati. I maggiori problemi li abbiamo avuti con l’FBI. L’Agenzia Federale spesso opponeva il rifiuto a rilasciare documenti con la motivazione, o il pretesto, della sicurezza nazionale. Ma, impugnando il Freedom Of Information Act come una clava, siamo riusciti ad entrare in possesso di materiale assolutamente straordinario e del tutto inedito. Materiale che aiuterà gli storici a scrivere una pagina della nostra storia rimasta fino ad oggi, sorprendentemente, in bianco. Per quanto riguarda la distribuzione in questo momento siamo in trattative con la RAI per la messa in onda del documentario, ma anche qui gli ostacoli sono tanti. E non mi riferisco soltanto alla burocrazia sfiancante o alla mancata nomina dei nuovi dirigenti. Noi riteniamo però che il servizio pubblico sia l’interlocutore privilegiato per un progetto di rilevanza sociale e civile.

3) - Did you have any problems in making it? Did anyone try to put a wrench in the works?

 

Well, to tell the truth, it wasn't easy, whether from the point of view of the research or from that of determining who was available to broadcast the documentary. As for the research, we spent months in Washington sifting through document after document at the National Archives and other private archives. The main problems we had were with the FBI. The Federal Bureau of Investigation often refused to release the documents for reasons of, or under the pretext of, national security. But, by wielding the Freedom of Information Act as a club, we were able to gain possession of absolutely extraordinary material, none of which had been published before--material that will help historians to write a page of our history that up to this day has remained surprisingly blank. As for distribution, we are at this moment in negotiations with RAI to broadcast the documentary, but even here there are many obstacles. And IOm not referring only to the exhausting bureaucracy or to the failure to appoint the new top management. We believe, however, that the public media are the preferred venue for a project of social and civic relevance.

4) "Secondo te, in un paese come il nostro, una storia come questa puo' suscitare interesse o no. Come pensi che potrebbero reagire gli italiani dinanzi al racconto di questa vicenda?"

 

Io credo che chiunque abbia interesse a capire meglio cosa succede oggi in Italia, negli Usa, nei rapporti tra i nostri paesi, non possa ignorare lo svolgimento di fatti che hanno coinvolto l’intera comunità di italiani in America, e qui parliamo di ben 600.000 famiglie che sono state etichettate come "enemy aliens" - stranieri nemici, da un giorno all’altro e le cui garanzie fondamentali sono state violate, causando danni permanenti e spesso tragedie. Non si possono, e non si devono dimenticare le tremende vicende umane di Martini Battistessa, di Giuseppe Mecheli, di Stefano Terranova, di Giovanni Sanguenetti, anziani immigrati che, nell’arco di 5 giorni dall’ordine di evacuazione nel febbraio 1942, si suicidarono, incapaci di comprendere e sopratutto di accettare quella decisione che avrebbe sconvolto le loro vite, sotto il piano economico e quello degli affetti. Io credo che una nazione, come una famiglia, deve avere rispetto ed attenzione verso le proprie memorie. Dimenticare ha il suo prezzo.

4) –In your opinion, in a country like ours, is a story like this able to arouse interest or not? How do you think Italians might react to the telling of these events?

 

I think that whoever is interested in understanding better what is happening today in Italy and in the United States with respect to our countries cannot ignore the course of events that affected the entire community of Italians in America, and here we are speaking of a good 600,000 families that were labeled –enemy aliens” overnight and whose fundamental rights were violated, causing permanent harm and often tragedy. We cannot and must not forget the terrible human plight of Martini Battistessa, Giuseppe Mecheli, Stefano Terranova and Giovanni Sanguenetti, elderly immigrants who, within five days of the evacuation order of February 1942, committed suicide, incapable of understanding and especially of accepting those decisions, which would have turned their lives upside-down, both in the economic sense and with respect to their loved ones. I think that a nation, like a family, must respect and care for its own memories. Forgetting has a price.

5) "Perché nessuno l'ha raccontata prima?"

 

Il Governo Americano, come è facile intuire, non aveva alcun interesse a pubblicizzare una storia di palesi violazioni dei diritti civili, mentre la comunità italiana ha voluto dimenticare al più presto una vicenda che ha vissuto, paradossalmente come una vergogna. Una umiliazione della quale non parlare nemmeno con i figli o con i nipoti. Dobbiamo tener presente che per gli immigrati italiani negli anni 30 e 40 il vero obiettivo era quello di integrarsi, di diventare insomma americani, e questa vicenda non li avrebbe aiutati in questo percorso. I giapponesi invece, già all’indomani della fine della guerra, chiesero le scuse del governo americano, che ottennero ufficialmente nel 1988, insieme ad un indennizzo di $ 20,000 per ogni vittima del pregiudizio etnico.

5) –Why nobody has told this story before?

 

The American government, understandably, had no interest in publicizing a story about clear violations of civil rights, while the Italian community wanted to forget as soon as possible an event that they experienced, paradoxically, as shameful. You don't speak of such humiliation even with your children or grandchildren. We must keep in mind that for the Italian immigrants of the '30s and '40s the real objective was to integrate themselves, to become, in short, Americans, and these events would not have helped them in that quest. In contrast, the Japanese, the day after the war ended, requested an apology from the American government, which they officially received in 1988, along with compensation of $20,000 for each victim of ethnic prejudice.

6) "Essere italiani in America è ancora oggi molto difficile secondo te?"

 

Purtroppo si. Gli stereotipi sono durissimi a morire. Secondo un recentissimo sondaggio condotto negli USA dalla Zogby International tra 1.300 teenager di diversi gruppi etnici, religiosi e razziali, gli Italo-Americani e gli Arabo Americani hanno ottenuto le caratterizzazioni peggiori. I ragazzi dovevano assegnare dei ruoli per un ipotetico film: Il 78 per cento del campione ha indicato gli italiani come boss del crimine (44 per cento) o come personale impiegato in pizzerie e ristoranti (34 per cento), mentre gli arabi sono stati visti come ambulanti (49 per cento) o terroristi (34 per cento). Un’altra ricerca dello scorso anno ha esaminato 1,078 films prodotti da Hollywood dal 1928 al 2000, con personaggi italiani o Italo-Americani. La stragrande maggioranza di questi (il 73 per cento) ha posto gli italiani in una luce negativa, ritraendoli come bifolchi, bigotti o criminali. La verità è tutt’altra: gli Italo-Americani hanno costituito meno del 5 per cento, cioè 26 dei 458 ricercati della lista Most Wanted compilata dall‘FBI negli ultimi 50 anni. Nessun italiano è oggi presente in quella lista. Secondo il Censimento del 1990 due terzi dei 6 milioni di Italo-Americani impegnati come forza lavoro qui negli USA appartiene alla categoria impiegatizia e dirigenziale, in posizioni come medici, avvocati, insegnanti, manager e dirigenti d’azienda. Il nostro lavoro, di cui Una Storia Segreta è solo la prima parte, va nella direzione di presentare un ritratto più bilanciato degli italiani d’America, la cui lunga storia di patriottismo, di dignità e di duro lavoro merita un rispetto di gran lunga maggiore.

6) –Do you think that being Italian in America is still very difficult today?

 

Unfortunately yes. Stereotypes are a long time dying. According to a survey conducted very recently in the United States by Zogby International among 1,300 teenagers of various ethnic groups, religions and races, Italian-Americans and Arab-Americans were characterized the worst. The teenagers were asked to assign roles for a hypothetical film: 78 percent picked Italians as crime bosses (44 percent) or as employees in a pizzeria or restaurant (34 percent), while Arabs were seen as street vendors (49 percent) or terrorists (34 percent). Another study examined 1,078 Hollywood films produced between 1928 and 2000 with Italian or Italian-American characters. The great majority of them (73 percent) put Italians in a negative light, treating them as hicks, bigots or criminals. The truth is quite different: Italian-Americans made up less than 5 percent, or 26 of 458, of criminals on the –Most Wanted List” compiled by the FBI in the past 50 years. No Italian is present on that list today. According to the 1990 census, two thirds of the 6 million Italian-Americans in the labor force in the United States are in the white-collar and management categories in positions such as doctors, lawyers, teachers, managers and managing directors. Our work, of which – Una Storia Segreta” is only the first part, is going in the direction of presenting a more balanced portrait of Italians in America, whose long history of patriotism, dignity and hard work deserves much more respect.

7) "Che cosa vuol dire sentirsi emigranti in Usa?"

 

Io sono un privilegiato. Sono arrivato negli Usa per scelta e non per bisogno. Credo invece che sentirsi emigranti all’inizio del secolo, quando la grande ondata sbarcò ad Ellis Island, deve essere stata una esperienza durissima. Consiglio a tutti di andare a visitare il Museo dell’Immigrazione e sfido chiunque a non emozionarsi di fronte alle fotografie, agli sguardi smarriti di quelle famiglie che dovevano affrontare una nuova vita partendo da zero, in un paese sconosciuto, con una lingua sconosciuta e senza alcuna sicurezza economica. Io provo un grande rispetto ed ammirazione per quegli uomini e quelle donne.

7) –What does it mean to feel like an emigrant in the United States?

 

I am privileged. I came to the United States for choice, not necessity. I think, however, that feeling like an emigrant at the beginning of the century, when the big wave landed at Ellis Island, must have been a very difficult experience. I recommend that everyone go to visit the Immigration Museum, and I challenge you to not be moved by the photographs, the bewildered expressions of those families who had to face a new life starting from scratch in an unknown country, with an unknown language and with no economic security. I have great respect and admiration for those men and women.

8) "Pensi che un italiano potrà mai sentirsi a casa e trattato alla pari in un paese come gli Stati Uniti?"

 

Io distinguerei tra Italiani di recente immigrazione, ed Italo-Americani. Sebbene la mia sia stata un’esperienza del tutto positiva - io credo che questa sia ancora oggi la terra delle opportunità - ritengo che il processo per una reale e totale parità degli Italo-Americani sia ancora lungo e irto di ostacoli, basati sopratutto su pregiudizi stereotipati.

8) –Do you think that an Italian will ever be able to feel at home and be treated equally in a country like the United States?

 

I would distinguish between recent Italian immigrants and Italian-Americans. Although my experience was completely positive - I think that this is still the land of opportunity - I Ithink the road toward real and total equality of Italian-Americans is still long and fraught with obstacles, based above all on stereotypes.

9) "Anche se oggi i tempi sono cambiati e non esiste al mondo che possa esserci una guerra tra l'Italia e gli Usa, ma se un domani ci dovessero essere delle conflittualità tra questi due paesi, pensi che potrebbero esserci delle "retaliation" contro gli italiani in Usa?"

 

I rapporti tra i nostri paesi sono eccellenti, con il nuovo governo più che mai, ma c’è comunque un dato da analizzare. La norma che ha consentito al Governo USA di internare giapponesi ed Italiani, violando le loro libertà civili, si rifà addirittura all’Alien and Sediction Act del 1790. Nonostante tutte le proteste questa norma, presente nel codice Usa, è ancora oggi in vigore e non ne è neppure prevista la abolizione. Non sono gli Italiani oggi ad essere preoccupati ma lo è certamente, per esempio, la comunità Arabo-Americana, nella seppur lontana ipotesi di una ondata di attacchi terroristici sul suolo americano.

9) –Even if today times have changed and there is no way in the world that there could be a war between Italy and the United States, if some day in the future there were to be some conflict between these two countries, do you think that there could be retaliation against Italians in the United States?

 

The relationship between our countries is excellent, with the new government more than ever, but an issue remains to be considered. The law that made it possible for the United States to intern Japanese and Italians, violating their civil rights, comes directly from the Alien and Sedition Act of 1790. Despite many protests, this law, which is still part of the US legal code, is still in effect and its abolition has never been considered. It isnOt the Italians who are worried about this today, but certainly, for example, the Arab-American community is, however unlikely the possibility of a wave of terrorist attacks on American soil may be.

10) "Secondo te c'è qualcosa che il governo italiano può fare per noi qui in America? C'è un modo per lo Stato Italiano per farci sentire protetti?"

 

Occorrerebbe forse un maggiore coordinamento tra il Paese ed i suoi cittadini residenti all’estero. Potrebbe essere utile avviare una campagna di ascolto delle loro esigenze e dei loro bisogni. Il provvedimento sul voto all’estero è un buon risultato, ma certamente ancora insufficente.

 

[Intervista realizzata da Sergio di Cori per Il Tempo]

10) –In your opinion, is there anything that the Italian government can do for us in America? Is there a way for the Italian State to make us feel protected?

 

There could maybe be better coordination between the country and its citizens living abroad. It might be useful to begin a campaign of listening to their demands and their needs. The measure allowing Italians abroad to vote is a good, but certainly still insufficient, development.

 

[Interview conducted by Sergio di Cori for Il Tempo.]

UNA STORIA SEGRETA. Quando Essere Italiani Era Un Crimine. documentario di 120 minuti. Alberto Baudo: Autore e Produttore Esecutivo; Raffaela Acampora: Produttore Associato; Vincenzo Pascale: Assistente alla Produzione; Cinthia Mitchell: Capo Ricercatrice.

 

Alberto Baudo. Giornalista e Produttore Televisivo. Vive e lavora a New York. Executive Producer della ABNY Manhattan Productions con la quale ha prodotto servizi e documentari per networks europei, americani, canadesi e giapponesi. Recentemente ha prodotto, da New York, oltre 300 servizi filmati per RAI News 24.

 

La garanzia di fedeltà nella ricostruzione storica e nella analisi più oggettiva degli eventi è garantita dalla autorevolezza dei consulenti storici: Il Prof. Lawrence DiStasi, della Berkeley University, che ha dedicato a questa vicenda 9 anni di lavoro e due ponderose pubblicazioni; il Prof Philip Cannistraro, Direttore del J. Calandra Institute di New York ed il Dr. John Calvelli, Consulente Parlamentare nonché Presidente della Coalizione delle Associazioni Italo Americane. Il Dr. Calvelli è anche l'autore materiale della Legge 106-451, appena approvata dal Congresso Usa, dal titolo Wartime Violation Of Italian American Civil Liberties Act (LA LEGGE DI RIPARAZIONE. N.106-451 approvata il 7 Novembre 2000 TITOLO: SULLA VIOLAZIONE IN TEMPO DI GUERRA DELLE LIBERTA' CIVILI DEGLI ITALO AMERICANI Estratto... Art 4. La storia del trattamento degli Italo-Americani durante la Seconda Guerra Mondiale deve essere raccontata, affinché si riconosca che questi avvenimenti sono accaduti, per ricordare coloro le cui vite furono ingiustamente stravolte e le cui libertà violate; per aiutare a riparare il danno arrecato alla comunità Italo-Americana e per scoraggiare il ripetersi di simili ingiustizie e violazioni delle libertà civili nel futuro. Art. 5. Il Presidente, a nome del Governo degli Stati Uniti, riconosce formalmente che questi eventi hanno rappresentato una fondamentale ingiustizia nei confronti degli Italo-Americani.)

UNA STORIA SEGRETA: When Being Italian Was a Crime. 120-minute documentary. Alberto Baudo: Writer and Executive Producer; Raffaela Acampora: Associate Producer; Vincenzo Pascale: Production Assistant; Cinthia Mitchell: Chief of Research.

 

Alberto Baudo. Journalist and television producer living and working in New York. Executive Producer of ABNY Manhattan Productions, with which he has produced reports and documentaries for European, American, Canadian and Japanese networks. From New York he has recently produced more than 300 reports filmed by RAI News 24.

 

The fidelity of the historical reconstruction and the utmost objectivity with respect to the analysis of the events are ensured by the authoritativeness of the historical consultants: Professor Lawrence DiStasi of Berkely University, who has dedicated 9 years of study and 2 weighty publications to these events, Professor Philip Cannistraro, Director of the J. Calandra Institute of New York, and Dr. John Calvelli, Parliamentary Consultant as well as President of the Coalition of Italian-American Associations. Dr. Calvelli is also the author of law 106-451, entitled –Wartime Violation of Italian American Civil Liberties Act”, which has recently been passed by the US Congress. (REPARATIONS LAW NO. 106-451, adopted November 7, 2000. TITLE: ON VIOLATIONS IN TIME OF WAR OF THE CIVIL LIBERTIES OF ITALIAN AMERICANS. Extract: SEC. 4. The story of the treatment of Italian Americans during World War II needs to be told in order to acknowledge that these events happened, to remember those whose lives were unjustly disrupted and whose freedoms were violated, to help repair the damage to the Italian American community, and to discourage the occurrence of similar injustices and violations of civil liberties in the future . . . SEC. 5. . . . The United States Government formally acknowledges that these events during World War II represented a fundamental injustice against Italian Americans.)

 

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